23:41 02 Giugno 2020
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La pandemia del coronavirus: superati i 3 milioni di casi nel mondo (27 aprile - 10 maggio) (106)
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L’Ufficio britannico per le statistiche nazionali (ONS), ha aggiornato la contabilità dei decessi da coronavirus a 32.313 alla data di martedì 5 maggio. Questo porta la nazione insulare ad essere la più colpita in Europa, aumentando le pressioni sul Primo Ministro Boris Johnson per la sua risposta alla crisi.

Se i dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, aggiornati alla mattina di oggi, mercoledì 6 maggio, parlano di 28.734 decessi registrati nel Regno Unito, contro i 29.079 registrati in Italia, i dati interni dell’Ufficio Statistiche Britannico (ONS), dicono che in realtà sarebbe già la Gran Bretagna la detentrice del triste primato continentale. Ben 32.313 sono infatti i casi ufficialmente registrati nel Paese di decessi correlati con il coronavirus.

La forte impennata nella contabilità dei decessi è avvenuta dopo che proprio l’ONS, due settimane fa, aveva iniziato a contestare i dati del Governo, ritenuti decisamente sottostimati.

Solo gli Stati Uniti ora, con una popolazione però quasi cinque volte maggiore, hanno registrato più vittime. Va detto che le cifre si basano sulle menzioni nei certificati di morte del COVID-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus, questo non esclude che la malattia, in molti casi, non possa che essere stata una causa concomitante. Discorso che tuttavia vale anche per le tristi contabilità degli altri Paesi, Italia compresa.

L’argomento viene in ogni caso utilizzato a livello politico per cercare di ridurre l’enfasi al fenomeno.

"Non credo che avremo un vero verdetto su come le varie nazioni abbiano gestito la pandemia se non alla fine di tutto. Soprattutto dovremo prima avere dati globali certi sulla mortalità per tutte le cause”, ha detto ai giornalisti il segretario agli esteri Dominic Raab.

I politici dell'opposizione affermano invece che le cifre dimostrerebbero quanto il Governo sia stato troppo lento per fornire attrezzature di protezione sufficienti agli ospedali e introdurre test di massa.

"Sarei stupito se, guardando indietro, non pensassi: sì, avremmo potuto fare qualcosa di diverso", ha detto il capo consigliere scientifico del Governo, Patrick Vallance, in risposta alle domande dei legislatori sui test.

Indipendentemente dai metodi di contabilità delle vittime, che potrebbero alterare la reale portata dell’incidenza del virus per nazione, e quindi, a parità di crisi, rivelare chi abbia saputo reagire meglio, un dato sembra inconfutabile – la statistica delle morti stagionali.

Sempre secondo le statistiche dell’ONS, lo specialista dell’agenzia Nick Stripe, ha dichiarato che le morti in eccesso per il Regno Unito sarebbero aumentate di ben 42mila unità circa, a questo punto dell’anno. Quindi addirittura più dell’incidenza dimostrata dal coronavirus. La settimana del 24 aprile sarebbe stata la più letale dal 1993.

Il peggioramento è stato rilevato soprattutto nelle case di riposo per anziani, con decessi triplicati in quella settimana, il che farebbe sospettare che l’incidenza del COVID c’entri senz’altro.

Secondo dati Reuters, la pandemia avrebbe provocato almeno 12.700 morti in più nelle case di cura britanniche, dato che aumenta le critiche e le pressioni sul Governo che, aveva sì promesso di proteggere anziani e vulnerabili ma che, secondo le amministrazioni locali, non avrebbe fornito gli strumenti per realizzare le buone intenzioni.

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