17:25 08 Agosto 2020
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Il 20 febbraio 2014 durante le manifestazioni di protesta tenutesi a Kiev dopo la decisione del governo di interrompere i negoziati sull’accordo di associazione (DCFTA) con l’Unione Europea, da ignoti fu aperto il fuoco sui partecipanti alle manifestazioni in piazza Maidan e sugli agenti di polizia. Stando ai dati ufficiali, morirono 53 persone.

Secondo l’avvocato del destituito presidente Viktor Yanukovich, l’ex presidente ucraino Pyotr Poroshenko e l’ex procuratore generale Yury Lutsenko starebbero tentando di nascondere il coinvolgimento proprio e degli “alleati occidentali” nella sparatoria su civili e poliziotti avvenuta nel 2014 durante Euromaidan.

In un comunicato stampa diramato dallo studio legale Aver Lex che rappresenta gli interessi di Yanukovic l’avvocato Vitaly Serdyuk ha osservato che Lutsenko e Poroshenko starebbero sfruttando un gruppo di procuratori ucraini attualmente in attività per immischiarsi nelle indagini e incolpare soggetti non colpevoli in modo da evitare un processo ai reali colpevoli.

La sparatoria di Euromaidan

Le proteste di Euromaidan iniziarono alla fine del 2013 quando i manifestanti chiesero al governo dell’allora presidente Viktor Yanukovich di sottoscrivere l’accordo di associazione con l’Unione europea.

Successivamente agli scontri verificatisi tra i manifestanti e gli organi di polizia il presidente Yanukovich fu destituito e fuggì dal Paese. Nell'aprile del 2014 si svolsero elezioni presidenziali anticipate dopo le quali il nuovo capo di Stato divenne Pyotr Poroshenko.

Il 20 febbraio 2014 durante le manifestazioni di protesta di Euromaidan ignoti armati aprirono il fuoco sui manifestanti e sui poliziotti nel centro di Kiev uccidendo 53 persone.

Sebbene i leader dell’opposizione si affrettarono a incolpare il “regime di Yanukovich” di coinvolgimento nell’accaduto, durante le indagini non furono trovati i colpevoli.

Tuttavia, a febbraio 2019 l’allora Procuratore generale Yury Lutsenko annunciò la conclusione delle indagini preliminari sul caso della sparatoria, indicando tra i sospettati Viktor Yanukovich. Lutsenko annunciò inoltre che il 28 aprile il foro di Kiev avrebbe esaminato la richiesta di immunità processuale di Yanukovich, presentata dal Procuratore generale e dall’Ufficio statale ucraino per le investigazioni. Tuttavia, la disanima della mozione fu prorogata al 30 aprile.

Funzionamento del sistema

“La Procura generale comprende un gruppo di procuratori che continuano a intrattenere legami ufficiosi con i membri della precedente amministrazione e ad eseguire i loro ordini illeciti”, sostiene Serdyuk.

Secondo l’avvocato, i procuratori “Aleksey Donskoy, Denis Ivanov, Yanis Simonov, Aleksandr Derkac, Andrey Neskorodyany e altri” negli ultimi anni “si sono occupati di esaminare” i casi legati alla rivoluzione di Euromaidan sotto la direzione dell’ex procuratore generale Yury Lutsenko.

L’avvocato sostiene che questi procuratori al momento abbiano in mano l’intera gestione delle indagini e che il caso sia stato trasmesso a loro sotto pressioni esercitate sul governo e il parlamento da gruppi di civili finanziati da fondazioni straniere.

“I membri di questo gruppo stanno collaborando attivamente con l’associazione civile Advocacy Advisory Panel, finanziata dalla International Renaissance Foundation di George Soros, e ricevono finanziamenti diretti da questa Fondazione. Questo è stato pubblicamente confermato anche dall’ex procuratore generale Ruslan Ryaboshapka”, osserva Serdyuk. “Di conseguenza, si deduce che come forma di “riconoscenza” per il supporto di natura finanziaria il gruppo di procuratori non solo divulga informazioni riservate ad Advocacy Advisory Panel, ma si incarica anche della gestione totale delle “indagini””.
La forza del cinema

L’avvocato osserva altresì che il gruppo si è attivato in maniera particolare dopo l’uscita del documentario di Michael Caputo intitolato “The Ukraine Hoax: Impeachment, Biden Cash, Mass Murder”.

“Ivan Bubenchik, Vladimir Parasyuk e Zinovy Parasyuk, i quali non temono nemmeno di riconoscere pubblicamente la sparatoria sui poliziotti; Sergey Pashinsky e altri sono soggetti che ad oggi non sono stati ancora chiamati in giudizio. Inoltre, la loro partecipazione all’organizzazione e alla messa in atto di questa sparatoria non è nemmeno oggetto di indagini”, conclude Serdyuk.
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