22:47 02 Giugno 2020
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A partire dal prossimo 11 maggio il governo elvetico semplificherà l’entrata per i cittadini dell’UE e dell’AELS (Associazione europea di libero scambio). Tuttavia, i controlli alle frontiere rimarranno.

L'annuncio è arrivato dal capo del dipartimento di giustizia e polizia DFGP Karin Keller-Sutter in una conferenza stampa da Berna, all'indomani di una discussione con i ministri della giustizia e degli affari interni degli Stati Schengen con oggetto la pandemia del coronavirus e le sue conseguenze nei settori della sicurezza, delle frontiere e della migrazione.

"Dall'11 maggio, come prima tappa, vogliamo normalizzare il processo di ingresso in Svizzera, come era prima che le restrizioni fossero introdotte il 25 marzo. Si tratta di presa in considerazione delle domande per rimanere o entrare in Svizzera per persone provenienti dall'Unione Europea e dall'Associazione europea di libero scambio", ha detto.

Il consigliere federale ha osservato che dal 25 marzo l'ingresso in Svizzera era consentito solo ai cittadini del paese, ai titolari di un permesso di soggiorno, nonché ai lavoratori frontalieri e a "coloro che ne hanno assolutamente bisogno".

Il controllo alle frontiere con i paesi confinanti rimarrà, però sarà modificato, considerata la crescita del traffico a causa del ritorno dei frontalieri al lavoro in Svizzera.

Il Consiglio federale svizzero ha reso noto le misure di allentamento circa la migrazione che entreranno in vigore nella data indicata:

  • I Cantoni tratteranno tutte le domande per ottenere permesso di dimora o permesso per frontalieri presentate dai lavoratori provenienti dall’UE o dall’AELS prima dell’introduzione del 25 marzo 2020.
  • I Cantoni tratteranno permessi di assunzione per impieghi di breve durata presso un datore di lavoro in Svizzera e per le prestazioni di servizi transfrontaliere di massimo 90 giorni all’anno.
  • Le nuove notifiche per prestazioni di servizi transfrontaliere saranno trattate secondo le consuete prescrizioni dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone se la fornitura del servizio si basa su un contratto scritto stipulato prima del 25 marzo 2020.
  • Sarà consentita l’entrata nel Paese ai titolari di un permesso per esercitare un’attività lucrativa, provenienti da Stati terzi, che non hanno potuto ottenere il visto a causa delle restrizioni d’entrata in vigore.
  • Le domande di assunzione di cittadini di Stati terzi presentate prima dell’entrata in vigore delle restrizioni d’ammissione loro applicabili (19 marzo 2020) saranno trattate e approvate a condizione che siano soddisfatti i requisiti della legislazione sugli stranieri e che queste persone possano effettivamente assumere il posto di lavoro.
  • Sarà nuovamente possibile il ricongiungimento familiare per i familiari di cittadini svizzeri e per i familiari di cittadini di Stati UE/AELS che vivono in Svizzera.
  • Al fine di ridurre tempo in attesa per i controlli ai confini saranno aperti ulteriori valichi di frontiera e ripartono voli per Zurigo, Ginevra e Basilea.

Altre restrizioni in materia di migrazione rimarranno in vigore per il periodo all’8 giugno, la data per cui è fissata la seconda tappa della Fase 2 svizzera.

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