09:20 27 Maggio 2020
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Sono già 10 giorni che nessuno lo vede. Prima si faceva vedere ogni giorno e adesso tutto tace. Di recente hanno visto che qualcuno gli si avvicinava con urgenza. Forse si è sentito male. Dopotutto, non è magrissimo, fuma: insomma, rientra tra i gruppi a rischio. Quando c’erano dei problemi, si rifugiava tra le montagne.

Ora invece c’è il coronavirus. La faccenda potrebbe essere grave. È ancora presto per farsi prendere dal panico, forse è tutto passato. È comunque giovane, dovrebbe riprendersi. Ma la tensione è alta, nessuno sa cosa succederà poi.

Queste potrebbero essere le testimonianze di una fonte nordcoreana circa lo stato di salute di Kim Jong-un. Ma potrebbe essere anche il racconto di una negoziante sotto casa che semplicemente non sa che avete mille cose da fare e per questo avete deciso di ordinare cibo da asporto. Del resto, il distanziamento sociale legato al Covid-19 è una raccomandazione espressa anche da quei Paesi che stanno contrastando con successo la pandemia. Ma cosa dire della Corea del Nord che ha bloccato le comunicazioni con il mondo esterno prima di tutti e continua a mantenere un elevato grado di attenzione.

Chiaramente non vale la pena sminuire l’importanza delle fonti anonime che i media sono costretti a citare quando si parla di Corea del Nord vista la sensibilità del tema. Fra loro probabilmente figurano molti esperti competenti. Ma dobbiamo ricordare che le loro possibilità d’azione sono assai limitate e spesso basano le loro analisi su dati passati per soggetti terzi. È un po’ quello che succede con la compravendita di futures: non hanno un grande legame con la realtà, ma permettono di orientarsi meglio sul prezzo e di indovinare quello che nessuno può sapere. È un’attività ingrata, ma talvolta utile.

Cosa è successo REALMENTE

Di per sé la prolungata assenza di comunicati sulla stampa nordcoreana circa la “attività rivoluzionaria del loro amato supremo comandante” non è una novità. Da inizio gennaio Kim Jong-un si è preso una pausa di più di 10 giorni per ben 2 volte. E il maggio scorso non si è fatto vedere in pubblico per 22 giorni. Tuttavia, quest’anno, per la prima volta dall’inizio del suo mandato nel 2011, il leader nordcoreano non è apparso nelle immagini di partito pubblicate in occasione del compleanno di Kim Il-sung il 15 aprile, giorno durante il quale si ricorda l’ex leader inginocchiandosi presso il Palazzo del Sole di Kumsusan. Quest’assenza ha preoccupato molti, dopotutto la giornata dedicata alla memoria del fondatore della Corea del Nord non è solo una cerimonia ma una dimostrazione del legame di sangue tra generazioni di leader della rivoluzione nordcoreana. Immediatamente si riportò alla memoria l’evento di 6 anni fa quando il leader non diede traccia di sé per 40 giorni e non partecipò a un’altra cerimonia che prevedeva la visita al Palazzo in occasione della giornata per la fondazione del Partito del Lavoro di Corea, ma poi il leader ricomparve nelle fotografie con un bastone.

In seguito l’intelligence sudcoreana concluse che Kim Jong-un si era sottoposto a un’operazione per rimuovere una ciste alla caviglia. Ma sin da subito si diffuse la notizia per cui il leader nordcoreano sarebbe stato prossimo alla morte. E notizie simili non si sono fatte attendere nemmeno stavolta. Dopo i primi comunicati diramati dalle fonti nordcoreane circa una “procedura sanitaria” (non un vero e proprio intervento, a voler essere precisi) a cui Kim si sarebbe sottoposto per via di problemi all’apparato cardiocircolatorio, hanno fatto seguito le notizie secondo cui “in seguito all’intervento il leader si troverebbe in grave pericolo”. Più si va avanti, peggiori sono le notizie.

“Sono venuto a sapere da un alto funzionario cinese che Kim Jong-un si trova in una situazione critica senza possibilità di guarigione. Secondo questa persona, le figure apicali dell’élite politica nordcoreana hanno concluso che “la situazione è da considerarsi al pari di una morte”… Si ipotizza che sia ancora vivo, ma in realtà è in stato vegetativo… I dirigenti cinesi, dopo essere venuti a conoscenza della situazione, avrebbero segretamente inviato in Corea del Nord i propri medici, gli USA hanno adottato una posizione difensiva e il nostro governo invece non dispone nemmeno di questa informazione”, ha dichiarato Jang Sung-Min, ex direttore della Direzione per la politica statale nell’amministrazione del presidente Kim.

Secondo lui, l’alto funzionario del partito comunista cinese ad aver diramato quest’informazione è il numero uno per gli affari nordcoreani e si sarebbe recato nel Paese più di 50 volte. Si conoscono da tempo, non ha mai comunicato dati errati e il suo status è così importante che potrebbe sapere cose di cui nemmeno l’ambasciatore cinese in Corea del Nord è a conoscenza. Pertanto, gli si può fare affidamento al 99%. Per via della situazione di emergenza non ha dormito per tutta la notte, ha telefonato al suo amico nordcoreano per rendersi conto della gravità della situazione.

Questa storia funziona se non fosse che Jang è un noto critico di Kim Jong-un, nonché membro del Party for People’s Livelihoods che alle recenti elezioni non si è aggiudicato alcun seggio in parlamento. Invece Thae Yong-ho, ex ambasciatore nordcoreano in Gran Bretagna che si è guadagnato un seggio nel parlamento sudcoreano, il quale per lungo tempo ha collaborato con il quotidiano Daily NK (che ha pubblicato la notizia dell’intervento di Kim Jong-un), ritiene che queste informazioni non siano che presupposizioni.

“Il numero di persone a conoscenza della salute di Kim Jong-un, i cosiddetti alti dignitari, è assai ristretto… Fatta eccezione per la moglie Ri Sol-ju, gli amici più stretti e il personale di servizio, non è possibile che si conosca un’informazione del genere riguardo all’uomo più autorevole della Corea del Nord. Ho lavorato anche io per il Ministero degli Esteri nordcoreano, ma tutto quello che riguarda la salute della famiglia dei Kim è top secret. Infatti, a mio avviso, non sono che presupposizioni quelle relative l’operazione e gli altri dettagli”, sostiene Thae.

Cosa potrebbe essere realmente successo

Dopo che le notizie circa i gravi problemi di salute di Kim Jong-un hanno spopolato sui media, le fonti governative dei media sudcoreani hanno cominciato ad affermare all’unisono che al momento non si registra “alcuna tendenza specifica”. A nome del leader nordcoreano vengono inviati telegrammi indirizzati ai capi di altre nazioni e vengono emanati ordini, nell’ambito del programma delineato dal Ministero dell’Unificazione si tengono riunioni giornaliere, gli alti funzionari del Ministero nordcoreano degli Esteri continuano a intrattenere relazioni lavorative sia nel Paese sia all’estero. Questa situazione non lascia presagire che il comandante supremo del Paese sia in fin di vita senza un chiaro erede.

Stando alle fonti governative, lo stesso Kim Jong-un negli ultimi giorni si troverebbe presso la sua adorata casa di villeggiatura nei pressi di Wonsan sulla costa orientale. Nessuno può affermare con certezza se abbia subito un’operazione, se la sua permanenza a Wonsan sia da considerarsi una “fuga” dalla capitale e chi della sua cerchia (come diramato da alcuni media) abbia contratto il Covid-19. Ma i militari sudcoreani hanno rilevato a Wonsan il treno personale del leader nordcoreano. A sua volta, l’amministrazione statunitense ha comunicato ai corrispondenti sudcoreani a Washington persino “di averlo visto camminare senza sostegno o carrozzina”. Pertanto, la loro versione principale di un Kim malato potrebbe essere una misura preventiva per scongiurare il rischio di prendere il coronavirus. Chiaramente, nella sua casa di villeggiatura Kim potrebbe essere sottoposto a qualche trattamento, ma nessuno sa quale sia il suo attuale stato di salute.

“Io propendo per l’ipotesi di una lesione non fatale. In Corea del Nord durante il governo di Kim Jong-il si sono verificati spesso casi in cui venivano annullati o si celebravano in modalità ridotta taluni eventi qualora il leader avesse problemi di salute”, ha dichiarato Shin Jong Dae, docente dell’Università di studi nordcoreani.

Tra l’altro Kim Jong-il, pur essendo in buona salute, ha partecipato solo 3 volte in 17 anni di governo alla cerimonia pubblica in onore del padre. Ma sembra che la situazione di Kim Jong-un sia totalmente diversa.

“Sono pressoché certo che la mattina del 14 aprile ci sia stato un qualche incidente. Quel giorno si tenne il lancio dei missili da crociera e il Comitato congiunto dei quartier generali sudcoreani ha avvistato nel luogo del lancio la “macchina n°1”, ossia quella del leader nordcoreano. Ciò significa che Kim si trovava sul luogo dei test. È altamente probabile che gli sia successo qualcosa alla caviglia o che sia caduto sul posto e si sia fatto male. Pertanto, la Corea del Nord, che intendeva sfruttare questi lanci come salva di saluto per celebrare la Giornata del Sole, non ha nemmeno potuto darne comunicazione. Non si è nemmeno tenuta per la prima volta la seduta del partito che era prevista a chiusura di quella giornata. Ma non è certo una questione di scelta il fatto di tenere o no una seduta così importante. Considerati l’impianto e la cultura politica della Corea del Nord, si sarebbe dovuta tenere in qualsiasi evenienza”, sostiene Cheong Seong-Chang, direttore del Centro di studi nordcoreani presso l’Istituto Sejong.

Secondo l’esperto, la situazione attuale è simile a quando, nel 2014, Kim Jong-un non presenziò a una riunione importante non perché non volesse, ma perché non poteva fisicamente. E questo non vuol dire necessariamente che sia afflitto da una qualche grave malattia.

“Quando a Kim Jong-un rimossero la ciste alla caviglia, i medici dissero che si sarebbe potuta ripresentare di nuovo. Quanto ai problemi cardiaci, sappiamo che il leader ha una predisposizione in famiglia. Pertanto, potrebbe presentare problemi di questo tipo in qualsiasi momento. Ma non è possibile che li abbia avuti il 12 aprile dato che già la mattina del 14 si sono tenuti i test missilistici. È inverosimile che si tratti di un grave problema di salute. O comunque sarà stato un problema alla caviglia e non al cuore. Ma, diciamo, anche se Kim Jong-un fosse semplicemente caduto e si fosse fatto male al viso, gli sarebbe difficile farsi vedere dalla popolazione. Dopo l’intervento alla caviglia nel 2014 il leader nordcoreano probabilmente avrà tenuto il gesso per un po’ di tempo e avrà usato le stampelle per muoversi. Pertanto, lo rivedremo solo quando si sarà ripreso completamente”, chiosa l’esperto.

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Kim Jong-un, Corea del Nord
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