07:40 14 Luglio 2020
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Il Comando indo-pacifico delle Forze armate statunitensi chiede altri 20 miliardi di dollari per contenere l’espansione della Cina. Pechino risponderà rafforzando la sicurezza e gli interessi nazionali nella regione, ritengono gli esperti interpellati da Sputnik.

La richiesta è stata presentata al Congresso dall’ammiraglio Philip Davidson, comandante del Comando. Il documento è stato richiesto espressamente dal Congresso per giustificare l’erogazione di fondi ai soldati dislocati nell’Oceano Pacifico, il cui obiettivo è contenere l’attività cinese nella regione. Nella lettera acclusa al documento si legge che l’assenza di un reale contenimento della Cina potrebbe condurre all’insorgenza di conflitti di interesse nella regione.

L’erogazione di ulteriori 20 miliardi di dollari da qui al 2026 è stata richiesta, in particolare, per la creazione di un nuovo sistema circolare di difesa contraerea per l’isola di Guam, per il sostentamento degli alleati e dei partner locali, per garantire la preparazione militare e operativa dei soldati durante gli addestramenti nella regione indo-pacifica e al di fuori della stessa. Nel documento si propone altresì di “avviare nuovamente strumenti di contropropaganda per contrastare l’influenza nociva” esercitata dai nemici degli USA. Il documento sottolinea la necessità di rispondere con campagne di sensibilizzazione focalizzate sugli USA e i loro partner.

Gli USA considerano la Cina il proprio potenziale avversario militare e stanno tentando di estendere e rafforzare l’influenza militare sulla Cina nella regione Asia-Pacifico e nella regione indiana. Questo è ciò su cui ha posto l’attenzione Chen Hong, direttore esecutivo del Centro Asia-Pacifico presso l’Università pedagogica orientale, in un’intervista rilasciata a Sputnik:

“L’obiettivo degli USA consiste nel contenere lo sviluppo del potenziale navale cinese nella zona del Pacifico compresa tra l’isola di Guam e le isole ad essa adiacenti, da un lato, e la costa orientale della Cina, dall’altro. Al contempo gli USA intendono minare la sovranità territoriale e la sicurezza della Cina nel Mar cinese meridionale. L’attuazione e il rafforzamento della strategia indo-pacifica sono altresì volte a contrastare lo sviluppo della Via della Seta cinese via mare. Gli USA ritengono che la loro attuale strategia nella regione indo-pacifica non sia sufficiente per concorrere in maniera strategica con la Cina in quest’area. Pertanto, stanno incrementando l’erogazione di fondi e il dispiegamento di forze nella regione per assicurarsi il primato militare e il necessario potenziale di contenimento.

Il successo della Cina non minaccia nessun altro Stato nel mondo. La Cina è sempre favorevole alla coesistenza pacifica e allo sviluppo della cooperazione con gli altri Paesi mediante meccanismi bi- e multilaterali. Tuttavia, la Cina non scende a compromessi sulle questioni che mettono a repentaglio i propri interessi fondamentali e la propria sovranità territoriale. La Cina non intende partecipare alla corsa agli armamenti degli USA, ma, se sottoposta a minacce crescenti, la Cina rafforzerà certamente il proprio potenziale a difesa degli interessi nazionali e della integrità territoriale”. 

Come ritengono molti esperti, nell’ultimo periodo gli USA hanno perso la supremazia militare nella regione pacifica, nonché la capacità di mantenere un equilibrio ad essi stessi favorevole in quell’area. Non a caso nel documento indirizzato da Davidson al Congresso, si cita la strategia del Regain the Advantage. L’ammiraglio osserva che tale strategia dovrebbe assicurare agli USA una potenza militare affidabile e lasciare al presidente e al ministro della Difesa alcune soluzioni flessibili di contenimento.

Il Congresso sta tentando di stanziare i fondi richiesti dai soldati americani, secondo Pavel Zolotarev, generale maggiore in pensione ed esperto militare presso l’Istituto di USA e Canada presso l’Accademia nazionale russa delle Scienze:

“Ormai restano solo da definire i termini dell’erogazione di tali fondi. La preparazione alle presidenziali e la difficile situazione legata alla pandemia potrebbero far slittare lo stanziamento di tali fondi. I nuovi provvedimenti andranno probabilmente ad inasprire il confronto politico tra USA e Cina. In campo militare si acuirà la contrapposizione a livello di armamenti: in particolare, non si osserverà tanto un incremento quantitativo delle unità di combattimento nella regione ad opera di entrambe le parti, quanto un incremento dell’efficacia delle armi di precisione già presenti. La Cina consoliderà i propri sistemi radar, di gestione delle truppe e di difesa antimissilistica. Gli USA sono molto preoccupati per l’incolumità delle loro portaerei nel caso scoppiasse un conflitto con la Cina. Pertanto, i nuovi stanziamenti saranno destinati al consolidamento dei sistemi di difesa contraerea”.

Nell’ambito delle azioni annunciate gli USA stanno tentando di vendere nuovi lotti di armamenti ai propri partner nella regione, ossia Giappone, Corea del Sud e Australia. Per sostenere alleati e partner il Comando indo-pacifico chiede altri 384 milioni di dollari. Questa è l’ennesima riprova del fatto che gli USA intendono ripristinare il proprio primato nella regione consolidando alleanze e partenariati. Fra i provvedimenti annunciati figura anche quello relativo al sistema radar dislocato a Palau il quale sarà impiegato per il rilevamento di obiettivi aerei e navali. Per l’ammodernamento di questo sistema Davidson chiede 185 milioni di dollari.

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