22:42 02 Giugno 2020
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La pandemia del coronavirus: superati i 2 milioni di casi nel mondo (15 - 27 aprile) (119)
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Il conflitto militare in Libia si aggrava proprio durante la diffusione del COVID-19. Se neanche una pandemia e la caduta brutale del prezzo del petrolio silenziano le armi, cosa potrà fermare la violenza in Libia?

Con la rapida diffusione del coronavirus, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha chiesto un cessate -il-fuoco mondiale per combattere il COVID-19. "E' tempo di mettere fine ai conflitti armati" e concentrarsi sulla "vera battaglia": 

Nel caso della Libia, invece, la situazione è opposta: il conflitto si aggrava e la guerra sembra entrare in una nuova fase. 

L'escalation di violenza più intensa dall'intervento della Nato nel 2011, che provocò la caduta dell'ex- leader Muammar Gheddafi, è stata oggetto di dibattito del Consiglio Russo delle Relazioni Internazionali (RIAC la sua sigla in inglese), durante una video-conferenza tenuta lo scorso mercoledì 15 aprile.

"Nelle ultime 48 ore vediamo un peggioramento significativo della situazione: attività bellica intensa e alta temperatura politica", ha affermato Andrei Baklanov, direttore del dipartimento del Medio Oriente e Nord Africa della Scuola Superiore d'Economia di Mosca.

L'attività militare continua nonostante l'aumento del numero di casi di COVID-19 in Libia. Lo scorso giovedì 16 aprile, le autorità sanitarie della città di Bengasi hanno confermato oltre 13 casi di COVID-19. 

Vice - segretario dell'Interno deò Governo di Accordo Nazionale (GNA), Khaled Mazen, durante una conferenza stampa sul COVID-19, Tripoli, 15 aprile 202
© AFP 2020 / Mahmud Turkia
Vice - segretario dell'Interno deò Governo di Accordo Nazionale (GNA), Khaled Mazen, durante una conferenza stampa sul COVID-19, Tripoli, 15 aprile 2020

Senza un governo unificato, la Libia si troverà in serie difficoltà nella lotta contro il nuovo coronavirus. 

La Libia divisa

Esistono due centri di potere paralleli in Libia: il primo, guidato da Fayez al-Sarraj, è riconosciuto dall'ONU e controlla le città di Tripoli e Misurata. Il secondo, che ha base nella città di Tobruk e ha come braccio militare il cosiddetto Esercito Nazionale Libico (LNA), è guidato dal maresciallo Khalifa Haftar

Di recente Haftar ha intensificato la sua operazione per la conquista di Tripoli, in corso dall'aprile 2019. Dall'altro lato, mercoledì 14 aprile, le forze associate ad al-Sarraj hanno preso il controllo di tre città-chiave nella costa mediterranea della Libia. 

"Il conflitto è giunto a una nuova fase, nonostante la pandemia", ha detto Vasily Kuznetsov, direttore del centro di ricerca araba e islamica dell'Accademia di Scienza di Russia. "Non appena la Libia è uscita dalla lista di priorità di molti attori internazionali, alcune forze interne stanno tentando di rivedere lo status quo e di riposizionarsi".  

Forze esterne

La lista dei paesi attivi in Libia è estesa. Ma con l'arrivo della pandemia di COVID-19, molti paesi influenti nel teatro libico, come Italia e Francia, hanno dovuto deviare l'attenzione verso i problemi sanitari interni. 

"La Francia ha molta influenza a sud del paese", dove sono concentrati importanti risorse, come petrolio e acqua dolce, ha spiegato Andrei Chuprygin, professore della Facoltà di studi sul Medio Oriente della Scuola Superiore d'Economia a Mosca. 

"L'Italia appoggia al- Sarraj, perché ha interessi nel settore dell'infrastruttura petrolifera di Tripoli", ha concluso. "Francia e Italia competono per un ruolo da leader nel Mediterraneo, e la Libia è la piattaforma ideale su cui misurare le proprie forze". 

La cancelliera tedesca Angela Merkel, seconda a destra, attende l'arrivo dei leader per la conferenza sulla Libia, in Germania
© AP Photo / Michael Sohn
La cancelliera tedesca Angela Merkel, seconda a destra, attende l'arrivo dei leader per la conferenza sulla Libia, in Germania

Intanto, il sostegno della Turchia al governo di Tripoli è stato il più decisivo. "La Turchia sta mostrando come si deve agire per avere una reale influenza sulla situazione in Libia", ha aggiunto Chuprygin.

Ma la lista degli attori esterni non finisce qui, poiché "il ruolo dei paesi del golfo (Persico) è enorme, principalmente il sostegno degli Emirati Arabi Uniti a Haftar", ha ricordato Kuznetsov.

L'impegno degli Stati Uniti, che è stato fondamentale per la caduta di Gheddafi nel 2011 "è di livello medio: non sono pronti ad agire, ma non sono pronti ad ignorare la questione libica. Vogliono essere pronti a reagire rapidamente se necessario", scommette l'esperto di RIAC, Aleksei Khlebnikov

Uomini mascherati a un checkpoint all'entrata di Tripoli, in Libia, in mezzo alla pandemia di COVID-19, 10 aprile 2020
© AFP 2020 / Mahmud Turkia
Uomini mascherati a un checkpoint all'entrata di Tripoli, in Libia, in mezzo alla pandemia di COVID-19, 10 aprile 2020

Per lui, anche l'Unione Europea "ha diminuito il suo impegno negli ultimi anni", ma la questione dei rifugiati, il terrorismo, l'energia e il traffico di armi e persone colpiscono direttamente l'Europa".

Per questo, il 31 marzo 2020, l'Unione Europea ha lanciato un'operazione militare nel Mediterraneo, al fine di "garantire l'implementazione dell'embargo di armi imposto dall'Onu alla Libia", ha informato il Consiglio Europeo.

"L'operazione è una delle principali risposte europee all'escalation, ma i risultati ancora sono incerti", ha affermato Khlebnikov.

Per il professore della Scuola Superiore di Economia di Mosca, Grigory Lukyanov, l'operazione "avrà un effetto limitato", perché la Libia ha "frontiere terrestri molto difficili da controllare, come il Ciad o il Sudan". 

Medici osservano un'auto crivellata da spari davanti all'Hospital Geral Khadra, che cura pazienti con COVID-19 nella città di Tripoli, Libia 8 aprile 2020
© AFP 2020 / Mahmud Turkia
Medici osservano un'auto crivellata da spari davanti all'Hospital Geral Khadra, che cura pazienti con COVID-19 nella città di Tripoli, Libia 8 aprile 2020

D'accordo con Kuznetsov, la "Russia mantiene il contatto con entrambe le parti del conflitto libico" e "deve continuare così, mantenendo una rete estesa di contatti dentro la Libia". Questa posizione, secondo la sua opinione, facilita il ruolo russo di mediatore e l'influenza di Mosca nella Libia post-crisi.

Attori interni

Tuttavia, "con la caduta dei prezzi del petrolio e con la pandemia, gli attori esterni non devano mantenere un livello di impegno in Libia", ha affermato Kuznetsov. "Il conflitto si concentrerà sempre più sulle dinamiche interne"."

La pandemia sarà un'opportunità per i gruppi locali di colmare il vuoto politico lasciato da Gheddafi.

Funzionari di un'impresa di disinfezione lavorano in un ospedale di Bengasi, Libia, 14 aprile 2020
© REUTERS / Esam Omran al-Fetori
Funzionari di un'impresa di disinfezione lavorano in un ospedale di Bengasi, Libia, 14 aprile 2020

"La pandemia potrà rafforzare la frammentazione. Se le milizie e gli altri gruppi armati riusciranno a fornire servizi essenziali per la popolazione, allora si rafforzeranno", ha detto Kuznetsov.

In questo contesto, la possibilità della Libia di uscire dal conflitto come paese unificato sembra restare sempre più distante.

La Libia ha bisogno di un nuovo Gheddafi? 

Dinnanzi alla complessità del conflitto in Libia, molti analisti finiscono per cadere nella tentazione di cercare "un nuovo Gheddafi" che unifichi il paese.

"C'è molta nostalgia e persone che difendono la salita al potere dei famigliari di Gheddafi, come la figlia Aisha", ha commentato uno specialista del Medio Oriente della Scuola Superiore di Economia, Valery Matrosov.

Non è chiaro se uno dei principali leader del paese, al-Sarraj e Haftar, possa ottenere legittimità politica su scala nazionale.

Uomini leali al Governo di Accordo Nazionale (GNA) commemorano la conquista della città di Sabratha, Libia 13 aprile 2020
© AFP 2020 / Mahmud Turkia
Uomini leali al Governo di Accordo Nazionale (GNA) commemorano la conquista della città di Sabratha, Libia 13 aprile 2020

Al-Sarraj sarebbe "un politico di ingegno, che intende le situazioni di maniera oggettiva", ha affermato Lukyanov. Ma il suo sostegno è limitato ai gruppi urbani, "mentre Haftar è riuscito a conquistarsi i leader delle tribù dell'est". Tuttavia le ripetute sconfitte militari di Haftar stanno minacciando la sua immagine.  

"Alcuni degli obiettivi militari di Haftar ancora non sono stati raggiunti, come la conquista di Tripoli. Ogni sconfitta indebolisce ancor di più l'immagine del maresciallo", ha ricordato Matrosov.

In questo scenario, gli specialisti sono abbastanza pessimisti riguardo l'inizio di un negoziato politico che abbia come risultato, se non la fine del conflitto, almeno un cessate-il-fuoco umanitario. In mezzo alla pandemia di COVID-19, per ora, i libici devono affrontare una guerra su due fronti. 

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