09:31 27 Maggio 2020
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Eurodeputato: per il coronavirus gli autisti dell’Europa centrale consegnano carta igienica al Belgio, ma contro di loro vengono approvate misure restrittive.

L’eurodeputato bulgaro Angel Dzhambazki ha rivolto al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, un’aspra critica riguardo all’approvazione del Pacchetto mobilità. Secondo il politico, le misure proposte nell’ambito del trasporto merci si tramuteranno per la Bulgaria in una mortificazione del settore.

Dzhambazki ha posto l’attenzione sul fatto che in un momento di crisi il trasporto di mascherine, farmaci, dispositivi di respirazione artificiale viene eseguito da società dell’Europa orientale.

“Potrei fare il nome di una società (bulgara, NdR) che trasporta siringhe dal Belgio alla Francia e viceversa. Gli autisti di questa società rischiano la propria vita trasportando farmaci negli ospedali che registrano centinaia di contagiati francesi e belgi. Al momento sulle autostrade dell’Europa occidentale il 99% dei camion reca targhe polacche, rumene, bulgare e degli Stati baltici”, si legge in una lettera aperta pubblicata da Dzhambazki su Facebook.

“Non si vergogna, sig. Charles? In un momento in cui state destinando queste persone, questi autisti (dell’Europa orientale, NdR) alla disoccupazione e alla fame, questi stanno letteralmente salvando la vita di suoi connazionali e amici in Francia. Infatti, stanno consegnando attrezzature sanitarie senza le quali centinaia, se non migliaia, di suoi connazionali molto probabilmente morirebbero. Stanno consegnando il cibo ai negozi, signor presidente, così che abbiate tutto ciò di cui avete bisogno e la popolazione non vada nel panico. Consegnano anche la carta igienica la quale vanta una importante domanda in Belgio”, ha dichiarato il politico.

Il comportamento di chi sostiene il Pacchetto mobilità è stato definito ipocrita da Dzhambazki alla luce dell’attuale contingenza sanitaria e delle modalità di lavoro a cui devono sottostare gli autisti.

In particolare, il deputato ha posto l’attenzione sul fatto che durante la crisi la salute degli autisti non sia una priorità.

“Ma perché ora possono e devono dormire nel loro camion, mentre domani (una volta approvato il Pacchetto mobilità, NdR) no? Ad oggi non è previsto alcun rientro degli autisti e dei camion, vero? Li state lasciando a trascorrere la quarantena in strada perché Francia, Italia, Germania e Belgio hanno bisogno di mascherine, dispositivi medicali, respiratori e cibo. Tutti questi prodotti li consegniamo noi, i Paesi periferici, perché di autisti vostri sulle strade non ce ne sono”, ha scritto il deputato.

Secondo Dzhambazki, le società dell’Europa orientale dovrebbero rifiutarsi di effettuare simili tratte.

“Sa, sig. Charles, questa incomprensibile, audace e sfacciata ipocrisia merita solo una cosa: che i vettori e gli imprenditori dell’Europa orientale lascino i propri camion e vi lascino risolvere la questione da soli. Ma non lo faremo perché, se lo facessimo, centinaia o persino migliaia di belgi, francesi e tedeschi perderebbero la vita. Non possiamo permetterlo e non lo permetteremo per avere la coscienza a posto”, ha dichiarato il politico.

Nei giorni scorsi Dzhambazki ha più volte criticato le norme proposte in materia di regime lavorativo degli autisti di camion: le nuove misure prevedono il ritorno obbligatorio nel Paese di registrazione una volta ogni tot settimane e il pernottamento degli autisti al di fuori del camion a spese della società. L’obiettivo del Pacchetto mobilità, a detta dell’eurodeputato, consisterebbe nell’escludere dal mercato le società dell’Europa centrale e orientale. Infatti, contrari a queste norme sono anche Ungheria, Romania, Lituania, Lettonia, Polonia, Cipro e Malta.

Il 7 aprile il Consiglio dell’Unione europea ha sostenuto il Pacchetto mobilità e al momento il Parlamento europeo deve esprimersi su dette norme. Dopodiché saranno pubblicate sulla Gazzetta ufficiale ed entreranno in vigore nell’arco di 20 giorni dalla pubblicazione.

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