18:07 08 Agosto 2020
Mondo
URL abbreviato
0 120
Seguici su

Un uomo di 76 anni, proveniente dalla Cina rurale, è stato finalmente operato, e con successo, dopo un calvario iniziato quando nel 1994, durante una violenta colluttazione, subì un gravissimo trauma. I chirurghi dell’ospedale di Shandong sono finalmente riusciti ad estrargli la lama di 10 centimetri che aveva piantata nel cervello.

Si tratta di un caso clinico veramente straordinario. Esistono sì in letteratura casi di persone miracolosamente sopravvissute a gravi traumi celebrali, ma quello che è capitato al signor Duorijie, 76 enne proveniente dalla contea rurale di Haiyan, nella provincia cinese del nord-ovest del Qinghai, è veramente una rarità mondiale. 26 anni fa, nel 1994, durante una violenta lilte, era stato pugnalato alla testa. Il manico del coltello si spezzò e la lama rimase conficcata alla base del cervello. Al tempo i medici non se la sentirono di tentare alcun intervento e il povero signor Duorijie rimase in quelle condizioni.

Da allora il pover’uomo sperimentò tutti i tipi di fastidi, sintomi e dolori immaginabili. Iniziando da scontati mal di testa a condizioni man mano sempre più peggiorative fino alla perdita della vista, paralisi parziali, dolori lancinanti nel mangiare, deglutire, per non parlare del dramma per ogni colpo di tosse o addirittura starnuto.

Duorijie già nel 2012 era arrivato all’esasperazione e cercò di farsi operare ma, nonostante i suoi mal di testa erano arrivati a rendergli la vita un inferno, nessun chirurgo se la senti di prendersi il rischio dopo aver visto le lastre raggi X del suo cranio e quello che c’era dentro.

Alla fine, la sorte ha voluto, che proprio quando oramai il povero contadino era rassegnato a spegnersi lentamente nel dolore, il suo caso venisse fortunatamente riscoperto dai medici inviati dalle autorità a controllare le condizioni saniarie della provincia del Qinghai il mese scorso.

"Quando l'abbiamo trovato durante un tour medico nel Qinghai, abbiamo appreso che gli esperti avevano deciso un trattamento più conservativo, prescrivendo solo antidolorifici", ha affermato il dottor Zhang Shuxiang. “Ma i suoi sintomi erano veramente gravi e insopportabili. A causa delle limitazioni degli ospedali locali, abbiamo allora deciso di portarlo a Shandong per il miglior trattamento possibile".

L’anziano signore è stato trasportato in aereo per oltre 3.000 chilometri per le cure gratuite, visto che non poteva permettersi di pagare l'assistenza medica. A causa della lama nel cervello, non solo aveva perso la vista nell'occhio destro, ma aveva anche sofferto di una paralisi quasi completa del braccio sinistro e della gamba.

La tomografia computerizzata e le radiografie eseguite presso l'ospedale della Shandong First Medical University di Jinan hanno mostrato che la lama si trovava alla base del cranio, alloggiata contro la cavità oculare e premuta proprio contro il nervo ottico. Rimuoverla sarebbe stata impresa rischiosissima ma, secondo il neurochirurgo dottor Liu Guangcun “Era l'unico modo per risolvere una volta per tutte la sofferenza del paziente".

La neurochirurgia in Cina è arrivata solo di recente, ma in pochi anni ha fatto balzi da gigante. Il 2 e l'8 aprile Duorijie ha subito due delicate procedure chirurgiche per rimuovere finalmente l’ingombrante oggetto estraneo.

​"Durante il primo intervento di due ore abbiamo rimosso la lunga lama arrugginita di 10 centimetri”, ha detto il chirurgo professor Zhang ai giornalisti, “L'8 aprile, abbiamo eseguito una seconda operazione per pulire e medicare la ferita. Ora il paziente si sta riprendendo bene e può già camminare da solo. I dolori alla testa sono spariti e ha riacquistato la vista completa nell'occhio destro. Può anche aprire bene la bocca e tossire senza provare il dolore lancinante di prima".

​Parlando del suo calvario, il signor Duorijie ha detto:

"Non potevo ridere, sbadigliare e nemmeno tossire. I dottori mi hanno dato una seconda possibilità di vita e hanno messo fine al mio incubo che durava da oltre 20 anni".
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook