12:38 07 Giugno 2020
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Erano dieci anni che allo zoo di Hong Kong cercavano di convincere i due panda giganti ad accoppiarsi, senza risultato alcuno. Solo ora finalmente, complice la quarantena imposta per il coronavirus, è scoccata la scintilla.

Il panda gigante si sa è un animale che rischia seriamente l’estinzione. E se rischia seriamente l’estinzione, un motivo c’è. No, non è solo colpa dell’uomo che sta devastando il suo habitat naturale ricco di teneri giunchi di bambù da rosicchiare. Anche nelle condizioni migliori rimane di una certa pigrizia in fatto di riproduzione.

I dipendenti dello zoo Ocean Park di Hong Kong era da una vita che cercavano di mettere nelle condizioni migliori la femmina Ying Ying e il maschio Le Le – esattamente dal 2010, ma niente, negli stessi spazi ma sempre come fratello e sorella.

Solo dopo che la quarantena ha fatto sparire tutti i visitatori dallo zoo si è iniziato a vedere un cambiamento di atteggiamento nella coppia.

"Il successo del processo di accoppiamento naturale è estremamente interessante per tutti noi, poiché è molto più probabile che la coppia abbia una gravidanza con il metodo tradizionale rispetto alla fecondazione assistita", ha affermato Michael Boos, direttore esecutivo delle operazioni zoologiche e conservazione delle specie all’Ocean Park.

Lo zoo è stato chiuso ai visitatori alla fine di gennaio e verso marzo il personale ha notato che il comportamento dei panda stava cambiando. Ying Ying passava più tempo a giocare in acqua, e Le Le segnava il territorio prestando più attenzione agli odori di Ying Ying.

Non è ancora noto se Ying Ying sia rimasta incinta, ma lo stato della femmina sarà monitorato. Come ha spiegato Boos, se si è verificata la fecondazione, alla fine di giugno si noteranno fluttuazioni ormonali e cambiamenti nel comportamento.

​Secondo il World Wildlife Fund, solo 1.864 esemplari di panda gigante sono rimasti sul pianeta allo stato brado e circa 400 negli zoo di tutto il mondo come parte di un programma per la conservazione della specie. Gli scienziati di tutto il mondo si interrogano sul come fare a salvare questo curioso animale.

Magari ora questa esperienza potrà suggerire loro che c’era un elemento che non avevano ancora considerato con sufficiente attenzione nei loro studi – l’elemento privacy.

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