08:50 27 Maggio 2020
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La pandemia di coronavirus nel mondo (3 - 10 aprile) (105)
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In un'intervista esclusiva rilasciata all'agenzia AdnKronos, l'ambasciatore della Cina a Roma ha spiegato le ragioni del sostegno all'Italia nella lotta contro il coronavirus.

"L’epidemia ci mostra chiaramente che il virus non conosce confini nazionali, non distingue tra Nord, Sud, Est o Ovest. Nessun Paese può affrontarlo da solo, soltanto unendo le forze è possibile vincere questa sfida". Con queste parole, Li Junhua, ambasciatore della Cina a Roma, risponde ad AdnKronos sulla possibilità che gli aiuti umanitari forniti a Italia e altri paesi colpiti dall'epidemia, possano servire ad ampliare la sfera di influenze di Pechino. 

Amicizia tra Italia e Cina

"Gli aiuti della Cina all’Italia si basano su due considerazioni: l’importanza della vita e dell’amicizia", spiega il diplomatico. "La Cina non ha dimenticato che l’Italia - ricorda l'ambasciatore - dopo il terremoto che ha colpito Wenchuan nel 2008, ha inviato una squadra medica di soccorso. E non ha dimenticato - aggiunge - neanche il sostegno ricevuto dal governo e dal popolo italiano quando, due mesi fa, eravamo noi nel momento più difficile della lotta contro l’epidemia. Credo che la cooperazione tra Cina e Italia nell’affrontare l’emergenza sanitaria incarni pienamente “l’amico certo si riconosce nella sorte incerta”, e mostri come la vita non abbia prezzo, e l’amicizia sia imperitura. Nulla a che vedere con la cosiddetta geopolitica”.

Se "la Cina ha teso la mano all’Italia: lo ha fatto, in primo luogo, nella speranza di salvare più vite umane e di guarire il maggior numero possibile di malati. In secondo luogo, ha agito nel rispetto della tradizione di aiuto reciproco nel momento del bisogno, che lega i due Paesi", ribadisce Li Junhua. "La vita è la cosa più importante al mondo", precisa.

Le accuse degli 007 Usa

L'ambasciatore definisce "inaccettabili" le accuse dell'intelligence nordamericana, secondo cui la Cina avrebbe falsificato i dati dei contagi e dei decessi nel proprio Paese.

"Questi rumori di sottofondo remano controcorrente rispetto all’atmosfera di collaborazione internazionale necessaria per fronteggiare l’epidemia, e non sono d’aiuto al lavoro di contrasto al virus nel Paese stesso. Speriamo che questi politici e organizzazioni, che al momento hanno la mente altrove, possano concentrarsi su un efficace lavoro di contrasto all’epidemia, e sulla cooperazione internazionale, che è l’unica via che ciascun Paese può percorrere per portare a casa quanto prima la vittoria in questa lotta".

La Cina, spiega Li Junhua, ha sempre condiviso con l'Oms e con gli altri Paesi le informazioni fondamentali sull'epidemia e sul virus, comprese le sequenze genetiche scoperte. 

"Quello che ci dispiace - lamenta l'ambasciatore - è vedere una minoranza di politici e di istituzioni di un certo Paese adoperarsi in modo costante per gettare fango sull’impegno cinese nel contrasto all’epidemia. La realtà, però, vince sui millantatori".

La Cina ha inviato all'Italia mezzo milione di mascherine, 4 tonnellate di materiale medico, 1800 tute protettive e 150mila guanti. Inoltre Pechino ha anche mandato un team di medici esperti e della Croce Rossa, giunti a Roma il 12 marzo, con conoscenza sul campo che hanno affiancato gli specialisti italiani.  

Domenica mattina un ulteriore cargo di aiuti dalla Cina è atterrato all'aeroporto di Palermo con 40 tonnellate di materiale sanitario destinato agli ospedali siciliani. 

Tema:
La pandemia di coronavirus nel mondo (3 - 10 aprile) (105)
Tags:
Cina, Italia
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