17:46 08 Agosto 2020
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Il prezzo del petrolio è stato protagonista di uno dei peggiori crolli degli ultimi decenni dopo che, nel mese di marzo, Russia e Arabia Saudita non sono riuscite a trovare una quadra sul taglio alla produzione petrolifera.

Il segretario generale dell'OPEC, Mohammed Barkindo, è costantemente in contatto con i Paesi membri dell'OPEC+, che sarebbero favorevoli ad un nuovo summit da tenersi il prossimo 6 aprile e avrebbero aperto ad un taglio della produzione petrolifera.

A riferirlo è una fonte a conoscenza dei preparativi dell'incontro:

"Il Segretario generale dell'OPEC Barkindo è sempre in contatto con i partecipanti al gruppo. Oggi c'è un'atmosfera favorevole e i principali membri sono d'accordo sul tenere un incontro. La possibilità di raggiungere un consenso è molto alta perché la maggior parte dei Paesi membri è pronta a ridurre la produzione petrolifera. Al momento la situazione è più chiara rispetto a quanto non lo fosse ieri". 

In precedenza, il capo ufficio stampa e consulente del Ministero dell'Energia dell'Azerbaigian, Zamina Aliyeva, aveva reso nota la possibilità che una riunione dell'OPEC+ si sarebbe potuta tenere il prossimo lunedì in videoconferenza.

Il presidente russo, in seguito ad una riunione tenutasi in videoconferenza con i membri del gabinetto e con le figure più importanti dell'industria petrolifera del Paese, ha riferito che l'attuale situazione mette in pericolo non soltanto l'economia, ma anche a livello ecologico.

Putin ha poi reso noto di aver discusso l'attuale situazione anche con il presidente americano Donald Trump, il quale ha a sua volte espresso preoccupazione per la situazione venutasi a creare sui mercati petroliferi.

La crisi petrolifera

Il 19 marzo scorso l'agenzia di rating Fitch ha fatto decrescere le proprie previsioni annue sul prezzo del petrolio Brent fino a 41 dollari al barile.

In precedenza, anche S&P Global Ratings aveva diminuito il valore dei future del Brent per il 2020 a 40 dollari al barile, arretrando rispetto ai precedenti 60 dollari.

A scatenare la situazione di estrema instabilità sui mercati petroliferi, tra i vari fattori, occorre senz'altro menzionare il mancato accordo all'interno dell'organizzazione OPEC+, che ha portato ad un incremento della produzione da parte dell'Arabia Saudita pari a 1,5 milioni di barili al giorno fino alla fine del 2020.

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