19:03 29 Ottobre 2020
Mondo
URL abbreviato
Il coronavirus nel mondo (30 marzo - 3 aprile) (91)
66117
Seguici su

Il Professor Faheem Younus, noto virologo e accademico, ha avviato una campagna social per smitizzare quegli che egli ritiene essere i principali luoghi comuni sul coronavirus. Ha riassunto le sue osservazioni in un decalogo che qui riassumiamo.

Il Dr. Faheem Younus è uno specialista virologo, professore presso l’Università di Baltimora e professore associato di medicina presso l'Università del Maryland. Collabora anche con diversi media internazionali scrivendo articoli di informazione scientifica.

Utilizzando il suo account Twitter sta portando avanti una campagna di informazione, o per certi versi definibile ‘rieducativa’, sul coronavirus e i miti che secondo lui accompagnano la diffusione del virus. Egli stesso ha riassunto il tutto in un decalogo che potremmo in questo modo riassumere.

Mito n. 1: Il coronavirus terminerà in estate.

NO, purtroppo no, secondo il Dr. Younus. Questo semplicemente perché nessuna delle pandemie precedenti ha seguito gli andamenti meteorologici. In secondo luogo, appunto perché globale, quando da noi arriva l’estate dall’altra parte dell’emisfero arriva comunque l’inverno. Al limite potrà perdere intensità per un periodo ma, evidentemente, tornare in autunno.

Mito n. 2: In estate al contrario il virus si diffonderà più rapidamente a causa delle punture di zanzara.

Fortunatamente anche questo è falso. Questa è un’infezione che si diffonde nell’aria, non nel sangue. Le zanzare non aumenteranno la diffusione.

Mito n.3: Se riesci a trattenere il respiro per 10 secondi senza problemi, allora non hai il coronavirus.

Non necessariamente. La maggior parte dei giovani pazienti con COVID-19 è in grado di trattenere il respiro per un periodo più lungo di 10 secondi.

Mito numero 4: se doni il sangue nei punti di ricezione, verrà controllato il coronavirus.

Decisamente falso, afferma il professore - Nessuna banca del sangue verifica la presenza del virus COVID-19.

Mito n. 5: Se bevi liquidi caldi, il coronavirus passa.

E’ vero che il virus può entrare nel corpo attraverso la gola ma una volta penetrato nelle cellule è impossibile semplicemente ‘lavarlo via’ o ucciderlo con liquidi caldi. Appena entra in contatto con la mucosa è già troppo tardi, avverte Younus, molto più efficace invece la prevenzione all’origine lavandosi le mani, specialmente sotto le unghie e rispettare la quarantena.

Mito n. 6: Mantenere le distanze sociali anche in casa è eccessivo.

Secondo Younus non necessariamente se un membro della famiglia è contagiato, allora verranno per forza contagiati anche tutti gli altri. Mantenere le distanze sociali anche in casa può contribuire a rallentare la diffusione, anche se, effettivamente (e anche se il professore non lo ammette direttamente), a livello intuitivo e umano sembra proprio eccessivo.

Mito n. 7: Molte più persone muoiono per altre malattie, come l'HIV. Cosa c'è di così speciale nel COVID-19?

A questa domanda, pur riconoscendo che esistono malattie che fanno ogni giorno più danni nel mondo del coronavirus, Younus replica osservando che malattie come l’HIV non si trasmettono tramite semplici goccioline sospese nell’aria e non raddoppiano il numero dei morti ogni 3 giorni. Né provocano panico di massa o crollo dei mercati.

Mito n. 8: Gli antisettici sono molto meglio dell'acqua e sapone.

Errore! Il sapone e l'acqua sono più che sufficienti e non c’è nulla da preoccuparsi se gli antisettici sono spariti ovunque – i prodotti per l’igiene standard vanno benissimo, l’importante è usarli.

Mito n. 9: E' necessario disinfettare tutte le cose in casa.

NO. Se il virus non è ancora entrato nella tua casa allora sei da disinfettare tu prima di entrare, non la casa. Togliti le scarpe e lavati bene le mani. Tutto qui.

Mito n.10: Il virus è stato diffuso (a seconda delle tue convinzioni politiche) dai militari statunitensi o cinesi.

A questo proposito Younus è perentorio:

“Sei serio ??? Le persone muoiono in tutto il mondo, stiamo tutti cercando di proteggere noi stessi, i nostri cari e gli altri. La cosa più corretta ai nostri giorni non è cercare i colpevoli, ma cercare piuttosto un modo per proteggere noi stessi facendo prevenzione e seguendo le raccomandazioni dei medici e delle autorità competenti”.
Tema:
Il coronavirus nel mondo (30 marzo - 3 aprile) (91)
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook