23:57 11 Agosto 2020
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Il coronavirus nel mondo (30 marzo - 3 aprile) (91)
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Probabilmente la pandemia di coronavirus entrerà nei futuri libri di teoria delle relazioni internazionali come linea di demarcazione di una nuova fase evolutiva dell’ordine mondiale.

La pandemia ha portato improvvisamente in primo piano nuove e sino ad ora inesplorate caratteristiche sia dell’attuale ordine internazionale sia dell’assetto politico degli Stati che si definiscono liberaldemocratici e sviluppati.

Lasciamo da parte le considerazioni dei cospirazionisti secondo i quali la comparsa di uno scenario assai analogo in diversi Paesi possa dare adito a dubbi: infatti, si può pensare che la reazione dei vari Paesi sia coordinata da un ente centralizzato. Tuttavia, è degno di nota il fatto che l’epidemia abbia scatenato nei Paesi occidentali una limitazione rapida e brusca delle libertà e dei diritti democratici a dispetto delle disposizioni costituzionali.

La società civile non ha potuto fare nulla per contrapporsi a questo diktat. Probabilmente un simile approccio è comprensibile anche se la necessità di restrizioni così rigide ha perplesso molti. Forse il virus può essere una motivazione sufficientemente fondata per giustificare provvedimenti simili, ma credo che nessuno si aspettasse che venissero attuati su scala così ampia e che nelle mani dei governi “democratici” risiedessero strumenti così forti finalizzati a dominare la popolazione e a limitare i suoi diritti e le sue libertà. Ma allora cosa distingue questi Paesi dalle “nazioni autoritarie” dagli stessi sempre criticate? La situazione ha reso evidente che la dicotomia tra “buoni” e “cattivi” persegue finalità geopolitiche: ossia, si tratta di un mero strumento di guerra psicologica per garantirsi la supremazia sugli altri.

In seconda battuta, è emerso che quei Paesi i quali si sono sempre dichiarati antidemocratici o relativamente democratici hanno affrontato la contingenza attuale con risultati molto migliori. Non mi riferisco solo alla Cina, ma anche alla Corea del Sud dove la tradizione confuciana e il perenne stato di guerra apparente con la Corea del Nord hanno permesso di adottare misure sufficientemente adeguate, rigide, decise, ma non eccessive. È interessante che in Corea del Nord, la quale ha bloccato prima di tutti le sue frontiere, il virus si è diffuso in maniera marginale.

La pandemia ha altresì evidenziato la totale dipendenza dell’ordine mondiale e dei processi economici mondiali dai capricci e dalle volontà di un manipolo di Stati occidentali guidati dagli USA. Infatti, gli USA hanno messo in circolazione 2000 miliardi di dollari a favore della popolazione. Per i cittadini statunitensi si tratta di una buona misura assistenziale, ma, poiché il dollaro è una valuta di riserva, saranno gli altri Stati del mondo a farne le spese. Infatti, questi nuovi dollari non sono garantiti in alcun modo. Al contempo il fatto che l’epicentro della finanza globale, nonché i punti nevralgici dell’ordine economico mondiale si trovino proprio negli USA e in Occidente ha fatto sì che l’attività economia globale fosse paralizzata anche senza misure interne adottate dai governi. Questo in sostanza ha dimostrato che tutte le nazioni dipendono da un manipolo di governi nazionali.

Aveva ragione chi da tempo invitava i Paesi non occidentali (in primis mediante la piattaforma dei BRICS) a formare un sistema globale in grado di rispondere agli interessi di tutte le nazioni e di tutti i popoli e all’interno del quale non vi fosse spazio per forme autoritarie e per processi decisionali unilaterali. Probabilmente questa è solo una delle lezioni a lungo termine che ci darà la pandemia: quest’ultima, infatti, ha dimostrato che i BRICS ad oggi non hanno ancora fatto abbastanza per affrontare questa sfida. D’ora in avanti questo dovrà essere l’obiettivo fondamentale dell’attività dei BRICS.

di Georgy Toloraya,

dottore di ricerca in Scienze economiche, vicepresidente del Comitato nazionale di ricerca sui BRICS

Tema:
Il coronavirus nel mondo (30 marzo - 3 aprile) (91)
Tags:
Brics, BRICS, Coronavirus
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