08:56 06 Luglio 2020
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Il coronavirus nel mondo (30 marzo - 3 aprile) (91)
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Come molti altri Paesi, anche il Marocco sta subendo gli effetti del coronavirus. Ad essere maggiormente colpito è il turismo, comparto vitale dell’economia marocchina. Ristoranti, hotel o agenzie turistiche: tutti attendono l’adozione di misure concrete.

A partire dal 2 marzo, quando è stato registrato il primo caso di coronavirus in Marocco, l’attività turistica nel Paese ha subito un brusco calo. Il 17 marzo il Consiglio nazionale marocchino del turismo ha dichiarato che a partire da aprile in Marocco non ci sarebbe stato nemmeno più un turista. Per l’economia del Paese che nel 2019 ha ospitato circa 13 milioni di turisti stranieri il colpo sarà fortissimo.

Di questo parla anche l’ex ministro del Turismo, Lahcen Haddad: “Nessun aereo. In alcuni hotel è difficile trovare 2 camere occupate. I ristoranti e le discoteche sono chiusi. Mai accaduta una cosa simile”.

Anche il docente universitario ed esperto di turismo Moez Kacem sostiene che “al momento si è fermato praticamente tutto, tutto è congelato a livello mondiale”. A suo avviso, la situazione è straordinaria perché “non possiamo dire quando finirà questa crisi. Riguardo alle crisi finanziarie possiamo effettuare delle stime perché i meccanismi finanziari sono più controllabili”.

Il Consiglio nazionale marocchino del Turismo ritiene che si registrerà un calo generalizzato del 98% del numero di turisti (-6 milioni di turisti). Questo provocherà agli hotel perdite per 11,6 milioni di pernottamenti nei prossimi 3 mesi (ossia -80%).

Moez Kacem: “Dal canto suo, la Confederazione nazionale marocchina per il Turismo precisa che le perdite potrebbero toccare i 50 miliardi di dirham (4 miliardi di euro) per l’intero comparto turistico, dei quali 13 miliardi di dirham (1,3 miliardi di euro) solamente nel settore alberghiero. Va detto che il comparto solitamente genera un fatturato complessivo di circa 76 miliardi di dirham (7,1 miliardi di euro)”.

“Vi sono questioni che vanno risolte rapidamente, in particolare quanto alle PMI”, che saranno duramente colpite dalla crisi. Stando alle stime del Consiglio nazionale marocchino del Turismo saranno almeno 9.000 le imprese colpite.

“Non dimentichiamoci nemmeno delle perdite per il sistema sanitario. Nei Paesi del Maghreb il sistema sanitario è più debole di quello europeo”.

L’ex ministro marocchino del Turismo Lahcen Haddad sostiene: “Nessuno è in grado di prevedere in che modo si svilupperà la situazione in Marocco. Quest’ultima dipenderà anche dalla situazione che si verrà a creare in altri Paesi. È necessario far fronte alla crisi, anche qui in Marocco”.

Per far fronte alla situazione, il comparto turistico spera nel sostegno dello Stato. Il 15 marzo è stata annunciata la creazione di un fondo speciale per la lotta alla pandemia. Oltre alla copertura delle spese per i presidi medico-sanitari, il fondo è altresì preposto a prestare supporto ad altri settori colpiti dalla crisi economica.

Il fondo dispone già di 10 miliardi di dirham (900.000 euro) stanziato dal bilancio statale. Inoltre, una serie di alti funzionari governativi e dell’amministrazione statale ha contribuito al fondo donando il proprio stipendio mensile.

Anche soggetti privati, fra cui due miliardari che figurano nella classifica di Forbes (Aziz Akhannouch e Othman Benjelloun), hanno donato al fondo un miliardo di dirham (90.000 euro).

Lahcen Haddad: “Stamattina ho proposto al primo ministro di mettere in affitto gli hotel. Potrebbero essere convertiti in centri per l’isolamento dei malati, centri per la quarantena e centri sanitari. In tal modo, si potrebbe garantire lavoro anche agli hotel e disporre al contempo di più posti per l’accoglienza di pazienti affetti da coronavirus”.

Come finanziare l’affitto degli hotel? L’ex ministro del Turismo ritiene che il governo dovrebbe agire tempestivamente. “Anche altri Paesi, concorrenti del Marocco nel comparto turistico, hanno deciso di agire in maniera decisa per salvare il settore turistico, in particolare Tunisia ed Egitto”, osserva Moez Kacem.

“L’unica cosa sicura è che percepiremo le conseguenze negative di questa situazione sia nel 2020 sia nel 2021”, avverte Lahcen Haddad.

Il Marocco, così come molti altri Paesi, continua a vivere in isolamento. Città turistiche come Marrakesh sono totalmente bloccate: “Non abbiamo mai visto la nostra città così vuota. Anche durante il Ramadan ci sono turisti. Non sappiamo che fare”, ammette in un’intervista rilasciata a Sputnik un cittadino di Marrakesh che noleggia automobili.   

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