01:28 02 Ottobre 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
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La Von Der Leyen aveva gelato l'Italia, definendo i coronabond "solo uno slogan". "Non sono nel piano" aveva detto, scatenando una dura risposta di Conte e Gualtieri. Adesso, in una nota, fa marcia indietro.

Sui coronabond la Von Der Leyen fa marcia indietro, con un nota che rettifica le sue parole sui coronabond, ritenuti uno "slogan" escluso dai piani della commissione europea. 

"In questo momento, la Presidente non esclude alcuna opzione entro i limiti del trattato", si legge nel comunicato.

Non sarà la commissione a valutare la proposta dei coronabond, ma l'Eurogruppo, ovvero i 19 paesi della zona euro. 

"Il Consiglio europeo ha incaricato l'Eurogruppo - scrive la presidente - di presentare proposte entro le prossime settimane. La Commissione parteciperà a tali discussioni e sarà pronta a fornire assistenza, se sostenuta dall'Eurogruppo. Ciò è necessario poiché lo spazio fiscale per i nuovi strumenti è limitato" in quanto si è nell'ultimo anno del bilancio pluriennale europeo.

"Parallelamente, la Commissione sta lavorando a proposte per la fase di recupero nell'ambito dei trattati esistenti - si legge nella nota - come primo passo stiamo attualmente lavorando a una piena flessibilità dei fondi esistenti, come i fondi strutturali. Ciò fornirà supporto immediato".

Inoltre "per garantire la ripresa, la Commissione proporrà modifiche - prosegue il comunicato - alla proposta del bilancio pluriennale della Ue che consentiranno di affrontare le ricadute della crisi del coronavirus  Ciò includerà un pacchetto di incentivi che garantirà il mantenimento della coesione all'interno dell'Unione attraverso la solidarietà e la responsabilità"

Il braccio di ferro con l'Italia

La rettifica avviene dopo la reazione del premier Conte e del ministro dell'Economia Gualtieri alle precedenti dichiarazioni della Von Der Leyen, che a loro volta seguono l'inconcludente vertice del Consiglio europeo dello scorso giovedì, riuscito solo nell'impresa di evidenziare le divisioni all'interno dei Paesi membri.

"La parola coronabond è in realtà solo uno slogan", aveva dichiarato Ursula Von Der Leyen all'agenzia Dpa, mostrando di condividere le posizioni di Germania, Olanda e Austria. "Dietro c'è piuttosto la più grande questione della responsabilità. E a questo riguardo le contrarietà in Germania, ma anche in altri Paesi, sono giustificate".

A queste parole Conte aveva dato ieri una dura risposta in conferenza stampa. 

"Non passerò alla storia come chi non ha fatto nulla. Mi batterò fino all'ultima goccia di sudore, fino all'ultimo grammo di energia per ottenere una risposta europea, forte, vigorosa e coesa"."L'Europa tutta deve essere all'altezza della sfida", aveva detto il premier italiano.

Dello stesso avviso Gualtieri: "Le parole della presidente della Von der leyen, sono sbagliate, mi dispiace che le abbia pronunciate. l'Europa tutta deve essere all'altezza della sfida".

"L'Europa deve sostenere insieme ai Paesi lo sforzo straordinario economico legato all'emergenza - aggiunge - ma poi è necessario uno sforzo comune senza precedenti per rilanciare l'economia, un grande piano di ricostruzione europeo, un grande piano Marshall per la ripresa che deve rilanciare l'economia e anche tener conto della necessità di fare tesoro di questa esperienza".
Tema:
Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
Tags:
Ursula von der Leyen, Giuseppe Conte, Italia, UE
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