12:42 30 Ottobre 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
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La lotta contro il coronavirus in Australia pare essere ostacolata da messaggi contrastanti provenienti da Governo centrale da una parte e Stati federati dall’altra. Due diverse interpretazioni su come affrontare la crisi che lasciano i cittadini in uno stato di preoccupata incertezza.

Come negli Stati Uniti, il potere in Australia è separato tra Governo nazionale e Stati federati. E proprio come negli USA, dove il presidente Donald Trump ha espresso forte dissenso per le chiusure e non ha voluto fermare l’economia, così anche in Australia il Governo centrale è indirizzato su di una politica di apertura e continuità, che però, non trova il consenso di alcuni Stati federati, soprattutto quelli dove il coronavirus ha finora più attecchito.

Il Primo Ministro Scott Morrison non ha minimizzato gli impatti del COVID-19 sulla salute, ma ha voluto dare la priorità all'economia, mentre gli stati più grandi, il Nuovo Galles del Sud e Victoria, che hanno il maggior numero di casi di coronavirus, stanno invece spingendo per misure di contenimento più rigide e persino parlato di veri e propri blocchi.

E mentre Morrison dice che le scuole dovrebbero rimanere aperte, il Premier di Victoria, Daniel Andrews, le ha già chiuse, mentre il Premier del Nuovo Galles del Sud ha chiesto ai genitori di tenere a casa i figli.

La difficoltà di trovare un’intesa è dovuta anche al modo in cui il potere nel Paese è diviso - gli Stati confederati gestiscono scuole e ospedali, il governo nazionale invece deve fare i conti con il budget e il PIL.

"Ho intenzione di combattere per ogni posto di lavoro che posso", ha detto Morrison dopo che il gabinetto nazionale si è riunito.

L’enorme territorio dell’Australia rende ancora più eterogenea la situazione e induce a pensare che soluzioni univoche e identiche per tutti gli Stati federati potrebbero non essere appropriate.

Il Premier di Victoria, Andrews, ha fatto notare che le curve di trasmissione del coronavirus differiscono da uno Stato all’altro e che sarebbe meglio se ognuno prendesse azioni mirate sui propri bisogni specifici.

Morrison da parte sua ha avvertito gli australiani di riflettere bene sull’ipotesi di un blocco completo perché una mossa del genere potrebbe poi rimanere in atto per almeno 6 mesi e danneggiare enormemente l’economia.

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