10:11 20 Ottobre 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
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La Johns Hopkins University stima che ci siano già quasi 86 mila casi accertati di COVID-19 negli USA, superando così in un giorno sia Cina che Italia e balzando al primo posto dell’affatto invidiabile classifica.

Quasi 84mila casi accertati registrati alla mattina di oggi, venerdì 27 marzo, secondo i dati della Johns Hopkins University, per altro in continuo aggiornamento. Seguono Cina, con poco meno di 82mila casi, Italia che ha purtroppo superato gli 80mila, Spagna con quasi 57mila, Germania 44mila, Francia e Iran con poco meno di 30mila (stando ai dati della Johns Hopkins University, ndr).

D’altra parte tuttavia, ci sono molte meno vittime rispetto a Cina e, soprattutto Italia: 1.288 deceduti negli USA, 3.298 in Cina, addirittura 8.165 in Italia. I dati sulla letalità del virus non possono però essere confermati scientificamente perché dipendono evidentemente anche dal metodo di registrazione. Ad esempio non sappiamo con che criterio vengano registrati i decessi dei casi con più patologie (questione dei morti DI coronavirus e CON coronavirus).

Inoltre, la maggior parte dei pazienti negli Stati Uniti e in Italia è ancora malata, pertanto è prematuro trarre conclusioni sull'esito della malattia. Infine c’è la questione del denominatore reale degli infetti - i numeri che abbiamo indicano solo i positivi accertati al COVID-19, non tutti quanti coloro effettivamente ammalati o che abbiano contratto i virus pur manifestando sintomi lievi e per questo non sottoposti a controllo. La recente campagna, dopo mesi di inattività, di test e controlli negli Stati Uniti, potrebbe aver portato alla luce una grande quantità di malati, mentre in Italia, dopo un inizio di test a tappeto, si potrebbe ora osservare il fenomeno contrario dei test fatto ai soli malati più gravi. Questo sbilancerebbe tutta la contabilità e falserebbe il calcolo della letalità.

Quello che è certo è che, al di là della nuova campagna di controllo, test e tamponi, che ha aperto il vaso di Pandora, negli Stati Uniti il numero di nuovi casi stia crescendo rapidamente, più rapidamente che in Italia, mentre in Cina è stimato non a migliaia, ma solo a dozzine al giorno.

Commentando questa notizia, Donald Trump ha affermato che la ragione sta nel condurre ricerche di massa.

"Penso che dobbiamo rendere omaggio alla nostra campagna di test", ha detto il Presidente ai giornalisti.

Secondo quanto affermato dal vicepresidente Mike Pence, gli Stati Uniti avrebbero già testato più di mezzo milione di persone per rilevare i casi di coronavirus. Questo dato potrebbe spiegare la differenza di letalità del virus in Italia e negli Stati Uniti, ma potrebbe anche portare a dedurre che in realtà i casi effettivi di infetti da COVID-19 in Italia siano molti di più di quelli rilevati. In alternativa la differenza di letalità potrebbe essere giustificata solo da un tilt del sistema sanitario italiano, oppure, più probabile, da una differente contabilità che riguarda l’attribuzione della causa dei decessi.

In totale, la Johns Hopkins University stima in oltre mezzo milione i casi a tutt’ora accertati nel mondo (532.788) con 122.672 ricoveri e 24.082 decessi. Più prudente la contabilità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccoglie solo i dati ufficiali provenienti dai vari Paesi e che rivelano che ad oggi i casi di coronavirus verificati nel mondo sarebbero 462.684, con 20.834 decessi.

Secondo l’OMS, invece, gli Stati Uniti non avrebbero ancora superato né Cina, né Italia, attestandosi a 63.570 casi. Stima per difetto secondo gli stessi rappresentanti dell’OMS che già da giorni mettono in guardia sul fatto che il nuovo epicentro della pandemia potrebbero diventare proprio gli USA.

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