09:00 30 Marzo 2020
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Nel 2019 a Christchurch morirono 51 persone. Il killer filmò in diretta l'assalto alle due moschee usando Facebook. Oggi è apparso dalla prigione attraverso un collegamento audiovisivo in cui ha riconosciuto di essere il tiratore.

Brenton Tarrant si è dichiarato colpevole di tutte e 51 le accuse di omicidio, oltre che di 40 accuse di tentato omicidio e dell’accusa di aver commesso un atto terroristico. A riferirlo è la polizia della Nuova Zelanda.

Il 29enne australiano ha confessato durante una audizione speciale davanti l’Alta Corte a Christchurch giusto questa mattina.

Gli imam delle moschee di Al Noor e di Linwood, erano presenti in tribunale in rappresentanza delle vittime, ed erano presenti anche i giornalisti. Le vittime, le loro famiglie e l’opinione pubblica non sapevano dell’udienza.

La condanna non sarà effettiva fino a quando tutte le vittime che desiderano partecipare a una audizione non lo avranno fatto. A causa della pandemia da Covid-19, le audizioni sono state rinviate a data da destinarsi. L’assassino resterà in custodia carceraria fino al primo maggio 2020, data in cui sarà fissata una udienza per la condanna definitiva.

“La mia riconoscenza va alla grande squadra di poliziotti che ha lavorato con diligenza alla preparazione del caso per il procedimento giudiziario nel giugno di quest’anno, insieme al personale dell’ufficio dell’avvocato del Christchurch Crown Solicitor’s Office. Questo è il più grande procedimento penale mai avviato in Nuova Zelanda”, ha detto il commissario di polizia Mike Bush commentando la dichiarazione di colpevolezza di Tarrant.

Un primo resoconto sulla dichiarazione di colpevolezza dell’assassino è stato fornito dai media locali.

Sparatoria alla moschea di Christchurch

51 persone sono state uccise e alcune dozzine ferite nelle sparatorie del 15 marzo in due moschee della città di Christchurch in Nuova Zelanda. Un uomo con in dosso un casco, occhiali e una giacca militare, ha utilizzato un fucile d’assalto automatico contro 300 persone presenti nelle moschee.

Uno degli attacchi condotti in una moschea è stato trasmesso in streaming via Facebook dal tiratore, ma è stato presto rimosso dal social network.

La tragedia ha spinto il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern a inasprire le leggi sulle armi nel paese, introducendo un divieto assoluto di armi semiautomatiche di tipo militare e fucili d’assalto.

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