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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (117)
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Il capo del Robert Koch Institute, Lothar Wieland, ha elencato i fattori che hanno contribuito al basso tasso di letalità del coronavirus in Germania.

"Non sappiamo esattamente perché ciò sia accaduto. Ma crediamo che alcuni fattori abbiano giocato un certo ruolo qui. Innanzitutto, dobbiamo chiaramente dire che non c'è stata una sottovalutazione. In Germania, i test sono stati condotti in modo relativamente ampio sin dall'inizio, quindi l'agente patogeno è stato rilevato in anticipo, e abbiamo riscontrato molti casi lievi che, in altre condizioni, potrebbero non essere stati rilevati affatto. Si tratta di sintomi clinici, solo poco più del 50% ha la tosse, quasi il 40% ha la febbre", ha detto Wieland durante una conferenza stampa a Berlino.

Inoltre, secondo l'esperto, in Germania "non sono ancora molti gli anziani malati". Ha aggiunto che l'età media dei pazienti è di 45 anni.

Wieland ritiene che questo "sia uno dei fattori per la bassa letalità nella fascia di età avanzata".

Sono oltre 37mila i casi confermati di coronavirus in Germania, un totale di 206 persone sono morte.

Il Robert Koch Institute, che fa parte del Ministero della Salute, mantiene statistiche sul tasso di incidenza nel paese, ma i suoi dati vengono pubblicati una volta al giorno e differiscono da quelli dei media. La direzione dell'Istituto aveva precedentemente dichiarato di essere a conoscenza delle discrepanze nei dati e lo ha spiegato con un "ritardo temporaneo" e la necessità di consolidare le relazioni ufficiali dei dipartimenti regionali.

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