07:27 10 Aprile 2020
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Gli 007 Usa avrebbero avvertito il presidente già da gennaio, del pericolo mondiale costituito dal nuovo coronavirus ma Trump avrebbe minimizzato. Lo riferisce il Washington Post

L'intelligence statunitense avrebbe redatto dei rapporti classificati a gennaio e febbraio e li avrebbe sottoposti a Trump e al suo entourage per allertare sulla pericolosità del virus e spingere all'adozione di misure. E' quanto riferisce il Washington Post. 

Già da gennaio, quindi sarebbe stato lanciato l'allarme rosso. Con insistenza, riporta il Washington Post, molti ufficiali avrebbero varcato la soglia dello Studio Ovale, per convincere Trump ad adottare misure precauzionali. Tra questi il segretario alla Salute e ai servizi umani Alex Azar, il direttore del Consiglio per la politica interna della Casa Bianca, Joe Grogan e persino il Capo dello Staff, Mick Mulvaney. 

Trump non avrebbe dato importanza all'allerta in quanto il rapporto non riguardava specificatamente gli Usa, quanto piuttosto la diffusione in Cina e "in altri Paesi", non meglio specificati. Il rapporto non riportava le tempistiche sull'inizio dell'epidemia negli Usa né consigliava le misure da adottare per prevenire i contagi. Inoltre gli 007 americani avrebbero segnalato come la Cina abbia sottovalutato almeno inizialmente, la portata dell'emergenza. 

La situazione negli Usa

Lo scorso 13 marzo Donald Trump ha dichiarato l'emergenza nazionale e dato il via a una stanziato oltre $50 miliardi per far fronte all'epidemia. 

Sono quasi 21mila i casi di contagio e 266 i decessi. Lo stato di New York ha dichiarato lo stato di calamità. 

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Donald Trump, USA
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