20:55 08 Agosto 2020
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Il Centro operativo per il contrasto al Coronavirus del distretto di Burgas, nel sud del paese, ha stabilito che il compito di misurare la febbre nei luoghi di abitazione dei rom sarà svolto con l’ausilio di droni, riporta il canale televisivo bTV.

“Oggi abbiamo deciso di sperimentare un metodo innovativo per misurare la febbre di residenti dei ghetti. Abbiamo già utilizzato un drone con termocamere, che molto presto potrebbe iniziare la misurazione della febbre. In particolar modo per i ghetti abbiamo misure più rigorose ", ha spiegato il sindaco di Burgas, Dimitar Nikolov.

Come ha spiegato il sindaco, il drone è capace di rilevare la febbre ad una persona che si trova in compagnia di altre persone.

I media bulgari in precedenza avevano riportato che la presenza della polizia nei quartieri rom è stata consolidata, le forze dell'ordine sorvegliano il rispetto delle misure di quarantena e contrastano scatenarsi dei disordini.

“Non permetteremo che scoppino disordini. Non permetteremo a persone, che fino a ieri erano da qualche parte (all'estero, ndr), di disturbare l'ordine e la quiete. Siamo incaricati di monitorare l’osservazione delle misure introdotte dal Ministero della Salute. Ho ordinato una serie di altre misure in luoghi in cui risiede popolazione zingara, le quali, probabilmente, avranno un effetto ", ha affermato Radoslav Sotirov, direttore della direzione regionale di Burgas del ministero degli Interni.

Come riportato dal canale televisivo NOVA, nella giornata di ieri sono stati instaurati due posti di blocco nel quartiere rom Fakulteta di Sofia. Sul posto la situazione è tranquilla.

Al momento nei capoluoghi di tutte le 28 regioni del Paese sono presenti controlli di accesso.

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