01:54 13 Luglio 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (16-23 marzo) (96)
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Nel Paese scandinavo si sta assistendo ad una insolita corsa all’acquisto di bevande superalcoliche. Forse in previsione di una prossima quarantena i norvegesi pensano di fare scorta e alleviare l’isolamento con l’aiuto della bottiglia? Forse, ma c’è un problema.

Il problema è che il commercio di superalcolici in Norvegia è completamente regolato dallo Stato che, da una parte raccoglie ampi profitti con il diritto di monopolio e le alte accise, dall’altra ha il compito di limitarne il consumo. Di fronte all’aumento della domanda ora il Governo dovrà decidere se approfittare delle maggiori entrate fiscali, utili per altro per affrontare l’emergenza in arrivo, oppure scegliere di imporre limiti ai consumi per una non meno importante esigenza di salute pubblica.

Mentre la vita notturna, i bar e le istituzioni culturali sono già andati tutti in letargo a seguito delle misure di allontanamento sociale, il coronavirus ha di fatto trasformato il monopolio di stato norvegese sulle bevande alcoliche in una insperata riserva di gettito per le casse della nazione scandinava in questi tempi di crisi.

Vinmonopolet, il rivenditore norvegese di bevande alcoliche di proprietà statale, sembra trarre grandi benefici dalla decisione del Governo di tenere aperte le porte anche dopo lo scoppio della pandemia, visto il forte aumento delle vendite.

"Vendiamo molto più del solito e prevediamo di vendere ancora di più nei giorni e nelle settimane a venire", ha dichiarato alla rete nazionale TV2, il responsabile delle comunicazioni della Vinmonopolet, Jens Nordahl.

La scorsa settimana, le vendite hanno raggiunto i 2,1 milioni di litri, rispetto ai 1,6 milioni di litri della media.

“Il motivo è probabilmente che non ci sono praticamente altri rivenditori e non esiste un commercio parallelo esente da imposte, ma neppure esiste più la vita notturna e locali dove rifornirsi. Sono quasi tutti chiusi, per cui la gente viene per forza tutta da noi”, ha azzardato Nordahl.

La scorsa settimana i clienti hanno probabilmente aquistato di più anche per scorta. Mentre un singolo cliente acquista in media di solito sui 2,2 litri, l'acquisto medio è salito a 3 litri da quando sono state introdotte le ‘misure di allontanamento sociale’.

Nonostante l'attività in forte espansione, Nordahl ha tuttavia voluto esprimere la speranza che i consumatori mostrino moderazione e che il consumo totale di alcol non aumenti.

"Siamo a livelli di una bottiglia di media in più per transazione. Speriamo che ciò significhi solamente che i clienti stiano semplicemente pianificando in anticipo o acquistando anche per amici e parenti, eliminando così inutili spostamenti per shopping ”, ha affermato.

Nordahl ha poi sottolineato che Vinmonopolet ha abbastanza articoli in serbo e può gestire completamente l'aumento delle vendite rassicurando che "Non è necessario accumulare", spiegando infine che:

"Siamo uno strumento di politica sull'alcol, quindi se dovremo chiudere a causa dell'epidemia di coronavirus, questa decisione dovrà essere presa dai politici".

Finora il boom è stato visto come un valore anomalo, poiché le precedenti esperienze dell'11 settembre 2001 o del 22 luglio 2011, il giorno della strage di Anders Behring Breivik, avevano indicato che le persone tendono al contrario a comprare meno alcol durante le crisi.

L'organizzazione di sensibilizzazione all'alcol ‘Av og till’ (una volta ogni tanto) ha espresso preoccupazione per la tendenza all'accaparramento dei prodotti della Vinmonopolet.

"Può essere facile entrare un po' in ‘modalità vacanza’ quando lavori da casa e non hai riunioni per partecipare la mattina successiva", ha avvertito il segretario generale Randi Hagen Eriksrud.

Vinmonopolet, abbreviato colloquialmente in Polet, è una catena di negozi gestita dallo Stato e l'unica nel paese con permesso di vendere bevande contenenti alcol con una concentrazione superiore al 4,75%.

Tutte le nazioni nordiche, tranne la Danimarca, hanno una storia di movimenti e divieti di temperanza, che si manifesta ancora in stretto controllo statale e prezzi elevati. I monopoli governativi sono in atto in Finlandia, Svezia, Norvegia, Islanda e Isole Faroe. Per quanto riguarda la Russia la lotta all’alcolismo è stata combattuta con rilevabili progressi introducendo divieti assoluti di vendita alcolici nelle ore notturne.

La Norvegia ha attualmente 1.552 casi di coronavirus, con sei morti. Con il numero di casi in rapido aumento, il governo ha introdotto misure di emergenza per arginare la diffusione. Tutti gli istituti scolastici sono chiusi, insieme a molti luoghi di lavoro, negozi e altri servizi pubblici. Supermercati e farmacie rimangono aperti. La maggior parte delle compagnie norvegesi ha accordi di home office in atto quando possibile. La maggior parte dei pub, bar e ristoranti sono chiusi, costringendo i proprietari a licenziare il personale.

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