19:42 12 Luglio 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (16-23 marzo) (96)
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La responsabile dell'ufficio russo dell'OMS, Melita Vujnovic, ha parlato delle differenze tra il nuovo tipo di coronavirus, il COVID-19, l'epidemia di SARS del 2002-2003, e la sindrome respiratoria del Medio Oriente MERS, del 2015.

"SARS e MERS non avevano tale virulenza, tale capacità di trasferirsi da persona a persona. La SARS in particolare era molto pericoloso per lo staff medico e più aggressiva ma non si diffondeva così. La SARS produceva direttamente la lesione, creava polmonite grave, immediatamente si capiva che il paziente era gravemente malato e lo si doveva ricoverare. Con il CODIV-19 invece l’80% dei casi non si rende conto di essere malati poiché accusa sintomi lievi", ha detto Vujnović nella sede del club Valdai.

Secondo l’esperta quindi sarebbero molti i casi in cui chi contrae il virus non se ne accorgerebbe e lo scambierebbe con i sintomi della comune influenza.

"Il nuovo coronavirus è rapidamente tollerato, provoca una lieve malattia. Il virus tende a sopravvivere, non gli serve uccidere il corpo che lo ospita. Tutto ciò che vuole è trasferirsi ulteriormente", ha detto la rappresentante dell'organizzazione.

Tutto ciò potrebbe essere da una parte rassicurante – il virus avrebbe una letalità molto più bassa rispetto a quella che dimostrerebbero i dati finora raccolti, dall’altra parte tuttavia, il fatto che nella maggior parte dei casi molti soggetti non lo segnalino, non facciano il test perché non ne sospettino la necessità, o addirittura neppure se ne accorgano di essere malati, significa che il denominatore dei malati, e quindi anche dei potenziali veicolanti della malattia, potrebbe essere enormemente più alto di quello che conosciamo dai dati ufficiali. Questo spiegherebbe la facilità di diffusione e la difficoltà di contenerlo.

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