06:28 20 Settembre 2020
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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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Tra le tante strategie e tattiche di combattimento in questa lotta uomo – virus, balza agli occhi quella adottata da alcuni Paesi dell'Estremo Oriente, primo tra tutti Singapore.

Una recente indagine Reuters ha cercato di spiegare, riuscendoci per altro con buona approssimazione, la differenza di tasso di letalità in Corea del Sud con il tasso di letalità dello stesso COVID-19 in Italia. La prima avrebbe scelto di estendere i tamponi al numero maggiore possibile di individui, anche gli asintomatici, al fine di bloccare i potenziali portatori e non limitarsi alle cure. In questo modo, aumentando il denominatore, il coefficiente di letalità ovviamente diminuisce.

Singapore, sempre da una indagine della stessa agenzia di stampa, è quella nazione che avrebbe portato questa strategia al suo livello massimo istituendo delle figure professionali che potremmo definire ‘investigatori coronavirus a contratto’. E’ il caso del 31enne Conceicao Edwin Philip, dipendente del Singapore General Hospital, intervistato dalla giornalista Aradhana Aravindan, che spiega all’agenzia britannica in cosa consista il suo lavoro.

"Quando arriva una chiamata dobbiamo abbandonare tutto e buttarci a capo fitto sul paziente - capire dov’è stato, cos’ha fatto, ripercorrere con lui tutti i suoi ricordi, tutti i pasti, con chi ha mangiato, colazione, pranzo, cena. Dobbiamo risalire a tutto”.

In pratica un lavoro da vero e proprio investigatore – deve risalire a tutta la storia delle ultime due settimane del paziente. Per fare questo si serve delle moderne tecnologie informatiche, file Excel, proiezioni, statistiche, raccoglie informazioni da registri ospedalieri, spostamenti gps, cellulari, telecamere di sicurezza, tutto proprio come un autentico 007.

Questa tattica, impraticabile nel momento in cui la situazione sfugge di mano e improponibile pensata oggi magari in Italia o dove oramai ricostruire tutti i percorsi e i contagiati non è più realistico, se presa per tempo in realtà paga. Singapore infatti era uno dei Paesi con i più alti livelli di infezione fuori della Cina non appena la crisi è divenuta globale. Era di fatto tra le nazioni che sembravano più a rischio. Oggi, i suoi soli 178 casi accertati, lo fanno sembrare uno dei Paesi in cui la situazione sembra maggiormente sotto controllo.

Ma i COVID -007 della città Stato asiatica non si rilassano. Ogni giorno le indagini ricominciano da capo perché ogni singolo nuovo caso richiede un’approfondita indagine. La sfida uomo – virus qui si gioca su ogni piccola astuzia, ogni piccolo indizio va considerato.

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