01:33 31 Ottobre 2020
Mondo
URL abbreviato
415
Seguici su

Un mese fa nessuno avrebbe creduto che il nuovo coronavirus avrebbe portato il panico in un Paese civilizzato e sviluppato come il Giappone: la situazione è così grave che sugli scaffali dei supermercati sarebbero terminati la carta igienica e i tovaglioli e le persone si starebbero accalcando per accaparrarsi le ultime mascherine.

La situazione è talmente tesa che anche il primo ministro del Paese ha dovuto esprimersi in merito. Abe ha esortato a non credere alle dicerie riguardanti la presunta carenza di carta igienica e ha assicurato che il Paese dispone di riserve in tal senso. Ma resta il fatto che rimane molto difficile trovare la carta igienica nei negozi di Tokyo e la tensione e l'ansia dei cittadini stanno crescendo.

Eleonora Shumilova, corrispondente di Sputnik a Tokio, ha visitato diversi negozi nei distretti di Shirokane e Shinjuku e non ha trovato carta igienica. Altri prodotti per la cura della persona come il sapone e i disinfettanti, compresi gli antibatterici e i gel per le mani, hanno cominciato a sparire dagli scaffali.

© REUTERS / Athit Perawongmetha
La coda per comprare la carta igienica a Tokyo

La ricerca dei colpevoli di aver scatenato questo panico o ancora il tentativo delle autorità di calmare i cittadini a nulla sono valsi perché la gente ha paura dell’incertezza e sta cercando di prepararsi all’imprevedibile. La questione non riguarda tanto il riuscire a fermare la malsana corsa all’ultimo rotolo di carta igienica, quanto cosa accadrà in futuro.

Dopotutto il problema non è l’acquista massiccio di generi di prima necessità. Infatti, il coronavirus ha già scatenato episodi di xenofobia e persino risse per strada e in metro.

Da dove è cominciato?

La carenza di generi di prima necessità è stata causata principalmente dalle notizie diffuse tramite social network circa il fatto che la carta igienica veniva importata dalla Cina e che le spedizioni di questo prodotto sarebbero presto state interrotte.

Di conseguenza verso il fine-settimana gli scaffali con la carta igienica e i tovaglioli si sono svuotati in quasi tutti i negozi.

"Ora nessuno sa cosa fare, tutti sono confusi e preoccupati. Quindi, vogliono comprare i generi di prima necessità e molte persone comprano anche la carta igienica. Se non la compri ora, presto sarà esaurita", ha spiegato a Sputnik un addetto della farmacia Tomod’s.

Inoltre, il farmacista non è stato in grado di dare indicazioni su un eventuale rifornimento di carta igienica il lunedì. Si è limitato a dire: “Le consegne arrivano ogni giorno, dal lunedì al venerdì. Ma non sappiamo se le merci arriveranno con dei ritardi. Ad esempio, se domenica l’autostrada sarà bloccata per la maratona, i camion non potranno passare e questo influirà sul loro orario di arrivo lunedì. Inoltre, non è da escludere che la carta igienica si esaurisca non appena arrivi nei negozi”. Nei supermercati si registrano acquisti in grandi quantità anche di assorbenti intimi e tamponi, di detersivi per la casa e, seppur in quantità inferiori a quelle della carta igienica, vengono acquistati moltissimo anche carta assorbente, tovaglioli e il cotone idrofilo.

Ironia della sorte, l'aumento dell'attività dei consumatori può essere stato influenzato non solo dalle notizie diffuse tramite i social network, ma anche da stimoli della domanda prodotti dai negozi stessi. Ad esempio, in un negozio della catena giapponese CAN DO è esposto un manifesto che spiega com’è possibile realizzare a partire dalla carta assorbente una mascherina in grado di proteggere dal virus.

Le autorità e i produttori di carta igienica hanno cercato di rassicurare alla popolazione affermando che non ci saranno interruzioni a livello di forniture e che gli impianti di produzione principali si trovano in Giappone e non in Cina. Tuttavia, molte persone ricordando la tragedia del 2011 hanno deciso di prendere precauzioni ulteriori. Dopotutto, molti ricordano ancora le criticità sopraggiunte in esito alla carenza di generi di prima necessità.

"La psicologia umana è uguale in tutto il mondo"

Non si può negare che gli eventi verificatisi in Cina stiano cominciando ad avere un impatto tangibile sulla situazione economica del Giappone. A causa della sospensione delle attività produttive in Cina, una grande varietà di prodotti, soprattutto quelli tecnologici, è consegnata con notevole ritardo. Anche i produttori giapponesi dipendono dalla Cina perché utilizzano componenti cinesi.

Ma tutte queste evidenti ragioni per preoccuparsi della carenza di beni e dell'aumento dei prezzi non rendono la situazione meno assurda e non spiegano perché la gente (in tutto il mondo, non solo in Giappone) stia reagendo in maniera così violenta all'epidemia di coronavirus. Dopotutto, nonostante i comunicati apocalittici apparsi su alcuni media e social network, nella maggior parte delle fonti di libera fruizione si possono leggere le statistiche secondo le quali il tasso di mortalità da coronavirus è di circa il 3%. Naturalmente, il coronavirus è particolarmente pericoloso per le persone con un sistema immunitario debole... del resto, come qualsiasi altro virus. Ad oggi 3.000 sono i soggetti venuti a mancare a causa del coronavirus, mentre l'influenza ordinaria causa tra 290.000 e 650.000 decessi all'anno. Allora perché il coronavirus genera disordini in luoghi pubblici o panico nei negozi? Questa è una domanda che Sputnik ha posto agli psicologi.

"La carcinofobia è la paura ossessiva di ammalarsi di cancro. Non c’è argomentazione che convinca i soggetti che hanno questa paura della sua infondatezza. Chi si trova in uno stato di panico adottano comportamenti dettati dalla paura. Anche nel caso del coronavirus le persone si orientano inconsapevolmente verso la cosiddetta teoria della probabilità. Nonostante il grado di civiltà di un Paese, la psicologia umana è in sostanza uguale in tutto il mondo. Inoltre, si consideri il concetto specialistico di aggregazione legato al mondo animale. Questo incredibile fenomeno naturale è diffuso soprattutto tra gli uccelli che si uniscono a migliaia in enormi stormi. Nessuno riesce a capire la logica che determina la direzione che seguono. Rimane un mistero. Le persone colte dal panico si comportano in maniera analoga. Per usare una metafora, si forma rapidamente uno “stormo” o una folla alla quale istintivamente si aggiungono sempre più persone”, spiega Alexandr Lebedev, professore dell’Istituto di psicologia presso l’Accademia nazionale russa delle Scienze (RAN).

“Situazioni di panico analoghe tra i consumatori relativamente a determinati prodotti si sono già verificate in passato (ad esempio, in Russia ci sono stati casi simili con il sale, il grano saraceno, ecc.). Qualcuno mise in giro la voce che questi prodotti stavano per terminare e che non ci sarebbero stati rifornimenti successivi. Tali voci si vengono a creare in situazioni di disagio, incertezza, in cui le informazioni sono difficilmente accessibili. Spesso queste voci sono strumentalizzate per far aumentare i prezzi sui beni in esaurimento per i quali vi è un’elevata domanda”, aggiunge Anastasia Evgenyeva, dottoressa di ricerca in psicologia e ricercatrice senior al Laboratorio di psicologia socio-economica presso l’Istituto di psicologia in seno alla RAN.

Gli psicologi hanno però tranquillizzato: la psiche umana prevede che il panico non duri a lungo. “Le strutture sanitarie giapponesi sono eccellenti, si stanno prendendo tutte le misure di sicurezza necessarie. Per questo, a mio avviso, presto il panico si placherà. Infatti, ci dev’essere un elemento che ponga fine a questa tensione”, conclude Lebedev.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook