23:26 05 Dicembre 2020
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Can Baydarol, politologo turco, esperto nelle relazioni Turchia-UE, vice presidente dell’Associazione UE e Studi Globali (ABKAD) ha commentato in un’intervista a Sputnik la questione dei rifugiati al confine tra Turchia ed UE, nonché l’ultimo vertice Ankara-Bruxelles sulle eventuali soluzioni della questione.

Baydarol ha sottolineato che la soluzione alla crisi è possibile nel caso di discostamento di un gran numero di difficoltà tecniche e divergenze tra le parti, e stando alla situazione attuale, la Turchia e l’UE sono lontani dalla soluzione definitiva della crisi migratoria.

“In seguito agli esiti dei contatti tenuti a Bruxelles, è stato reso noto che i negoziati sulla crisi dei migranti si sono svolti in modo costruttivo, ma esiste un gran numero di varie difficoltà tecniche e questioni che richiedono ulteriori discussioni, quindi il dialogo politico su questo tema procederà. Il ministro degli Esteri (turco Mevlut, ndr) Cavusoglu nella sua dichiarazione ha fatto notare che tra le parti si terranno riunioni tecniche, nel quadro delle quali l'accordo sui rifugiati raggiunto tra la Turchia e l'UE del 18 marzo 2016 sarà riesaminato e aggiornato. Nel frattempo non si hanno informazioni su come sarà modificato il documento. Per ora, mi sembra, che sia troppo presto di parlare di una particolare possibilità di risolvere la crisi dei migranti. È possibile trovare una formula, in grado di soddisfare la Turchia, ma è difficile dire esattamente quando accadrà. Inoltre, una conferenza stampa a seguito dei colloqui a Bruxelles si è svolta senza Erdogan. Questo, secondo me, dimostra che non è stato raggiunto un consenso tra le parti, altrimenti Erdogan sarebbe stato presente alla conferenza stampa”.

Secondo l'esperto, questa crisi migratoria è "la più grande tragedia umanitaria del XXI secolo".

“La maggior parte delle persone che si ritrovano al confine sono rifugiati provenienti da Iran, Iraq e Afghanistan, a chi, a differenza dei cittadini siriani, non viene concesso il diritto di asilo dalle autorità turche. Questa situazione oggi è diretta contro la Turchia stessa, dal momento che porta alla creazione di una convinzione che i turchi provochino intenzionalmente questa tragedia umanitaria, contribuendo all'ammassamento di migliaia di migranti al confine. Inoltre, la Turchia ha un cerchio di obblighi, in particolare, non dovrebbe mettere a repentaglio la vita dei rifugiati e, di conseguenza, non dovrebbe spingerli (verso il confine, ndr).

La Turchia ha fatto bene ad ostacolare il trasferimento di migranti attraverso mare, dopo che la Grecia ha fatto affondare alcune imbarcazioni, il che ha provocato dei morti. Tuttavia, la situazione ad Edirne dovrà essere risolta il più presto possibile. Come sarà fornita l’assistenza a queste persone? Cosa faranno i rifugiati, quando a loro finiranno i soldi? Deve’essere trovata una via d’uscita, una formula unica, che dà a queste persone il diritto di vivere una vita normale e di mantenere se stessi. Inoltre, il problema dei migranti dal punto di vista dell'UE non si limita solo alla frontiera turca. Nelle condizioni vigenti, nel contesto dei problemi associati al riscaldamento globale, della fame, della mancanza di acqua e dei conflitti armati, il flusso migratorio su larga scala in Europa dall'Africa si rivela inevitabile. Di conseguenza, è necessario trovare una soluzione integrata a questa crisi umanitaria”, ha detto Baydarol.

L’esperto, affermando che è molto probabile che l'UE invii presto un sostegno finanziario alla Turchia, ha aggiunto: “L'accordo sui migranti contiene 4 punti principali. La Turchia avrebbe dovuto ricevere 6 miliardi di euro. Come abbiamo potuto vedere, 3 miliardi sono stati stanziati, mentre gli altri 3 miliardi sono rimasti bloccati nelle viscere della macchina burocratica europea per motivi tecnici. Presumo che ora nella prima fase possiamo aspettarci un rapido pagamento di questi fondi, ed in seguito un aumento dell'importo del sostegno finanziario.

Il secondo punto riguarda l’aggiornamento delle clausole sull'unione doganale. Questa questione, rimasta ferma per motivi politici, potrebbe essere risolta questa volta, ma ci vorranno le trattative che dureranno almeno 3-4 anni. Il terzo punto è la liberalizzazione del regime dei visti. Ci sono 72 criteri, 68 dei quali sono stati soddisfatti dalle autorità turche. Sono rimasti altri quattro criteri, il principale dei quali è la legge sul terrorismo,ed al momento sono in corso lavori sulle disposizioni pertinenti.

Il quarto punto essenziale è l’apertura del nuovo capitolo nei negoziati sull'adesione della Turchia all'UE. In effetti, per ora nessuno parla della Turchia membro dell’UE a titolo pieno. Per rivitalizzare questo processo, è necessario adottare alcune misure. Però se l'UE prenderà queste misure adesso o no è un'altra domanda. Pertanto, da quanto ne capisco io, i negoziati tra le parti si svolgono principalmente su questi punti principali. Inoltre, si è aggiunta ad essi anche la situazione in Idlib. Il tempo farà vedere come si svilupperà la situazione circa questo problema”, ha concluso Baydarol.

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