15:32 14 Luglio 2020
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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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Un’azienda farnaceutica bulgara sostiene di aver sviluppato una nuova molecola di farmaco che sarebbe capace di proteggere dall’infezione.

La società bulgara Micar Innovation ha annunciato di aver sviluppato una nuova molecola farmacologica capace di proteggere dall’infezione del COVID-19 impedendo al virus di insinuarsi tra le cellule sane.

Lo sviluppo è stato annunciato nella riunione mattutina del Governo bulgaro, riferisce il quotidiano nazionale Trud, il che farebbe pensare al fatto che l’ipotesi della creazione di uno strumento veramente efficace contro l’epidemia sia presa in seria considerazione nel Paese balcanico.

Campioni di questa molecola sarebbero stati inviati negli Stati Uniti e in Europa per analisi e consulto con gli altri laboratori.

“Due mesi fa, i nostri scienziati hanno scoperto una molecola farmacologica che ha superato i test e la validazione in laboratori di fama mondiale come la Thermo Fisher Scientific negli Stati Uniti e la Eurofins francese. Ora stiamo lavorando per migliorare questa sostanza. Si stima che entro pochi mesi sarà possibile utilizzarla negli ospedali per dar via alla sperimentazione clinica”, ha affermato la compagnia.

La medicina funzionerebbe secondo il principio dei nuovi farmaci anti-HIV, scrive la Radio nazionale bulgara, sarebbe cioè una sorta di farmaco antiretrovirale. Il rappresentante del Sofia Tech Park, Konstantin Petkov, ha affermato che il Primo Ministro bulgaro, Boyko Borisov in persona, avrebbe promesso di ottenere assistenza a livello europeo per accelerare i test della nuova molecola.

In precedenza, lo sviluppo di un vaccino contro la malattia era stato annunciato da Cina, Hong Kong, Singapore, Regno Unito, Israele, Russia, Stati Uniti, alcuni centri ricerca italiani, nonché sono virali sui social post che sostengono che il vaccino ce lo abbiano già pronto Cuba o innumerevoli altri laboratori nel mondo.

Dall’altra parte, secondo lo stesso Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, non sarebbe realistico pensare ad un vero e proprio vaccino prima di 12 – 18 mesi.
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