08:01 05 Aprile 2020
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Il divieto di circolare in tutto il paese imposto con l'obiettivo di arginare la diffusione del coronavirus (COVID-19), non porterà ad alcuna carenza di cibo e generi di prima necessità, afferma l'associazione agricola Filiera Italia.

"Per quanto riguarda le corse ai supermercati a cui abbiamo assistito stasera, dobbiamo dire forte e chiaro che le nuove misure non impediscono l'approvvigionamento di beni di prima necessità. La produzione di cibo, medicinali e tutti gli altri prodotti continua in modo efficiente, così come la libera circolazione e distribuzione delle merci. Serve un messaggio di grande serenità su questo aspetto. Preoccupano però le fughe in avanti ipotizzate da alcune regioni del tutto ingiustificate e incomprensibili oggi che ci sono regole chiare e uniformi per tutti", ha dichiarato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato dell'associazione Filiera Italia.

Scordamaglia ha osservato che, tuttavia, la situazione del coronavirus ha provocato gravi danni all'economia.

"L'Europa in questa emergenza sta giocando il suo ruolo. Oggi più che mai queste misure devono essere finanziate da un debito europeo comune. Se in passato si potevano trovare i soldi per evitare il collasso delle banche, significa che oggi si trovano fondi a livello europeo, anche utilizzando gli Eurobond, che possono consentire di evitare un vero disastro economico. Se l'Europa non riuscirà a svolgere il nuovo ruolo che deve svolgere ora, sarà difficile in futuro legittimare la sua esistenza", Scordamaglia ha continuato.

L'assalto ai supermercati

Nonostante sia il paese più colpito in Europa dalla diffusione di COVID-19, l'Italia non è l'unico stato in cui le persone hanno saccheggiato gli scaffali dei negozi per timori che non ci sarà cibo o che dovranno trascorrere settimane in quarantena. Austria, Germania, Regno Unito e altri paesi hanno riportato reazioni pubbliche simili.

Lunedì il Primo Ministro Giuseppe Conte ha emesso un decreto che estende la quarantena in tutta l’Italia. Tutti i movimenti tra le regioni e al loro interno sono vietati a meno che non siano necessari per lavoro, salute o altri fini inequivocabili.

Inoltre, il decreto ha annullato tutti gli eventi sportivi e gli incontri pubblici e ha prorogato la chiusura di scuole e università fino al 3 aprile. Le misure hanno provocato il panico con le persone che sono accorse ai supermercati per accumulare cibo per il timore che le catene di approvvigionamento possano essere interrotte.

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