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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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Nel mondo i contagi da coronavirus sono quasi 100.000. Il CoViD-19 si è manifesto in 76 Paesi. Non vi sono farmaci specifici contro questo virus. Al momento sono in fase di test clinici alcuni vaccini. Alcuni credono che l’epidemia si placherà entro l'estate, altri temono un'imminente pandemia.

Spuntik tenta di capire quanto sia pericoloso questo nuovo virus e come difendersi.

La quarantena è efficace?

Secondo l'OMS l'epidemia di coronavirus in Cina è in calo. Nel Paese dell’Estremo Oriente ci sono poco più di 100 nuovi contagi al giorno (un mese fa erano circa 3000). In altri Paesi, la situazione è opposta: mentre all'inizio di febbraio fuori dalla Cina si registravano solo decine di contagi al giorno, oggi ve ne sono più di 2000. Tra l’altro, nelle ultime 48 ore l'epidemia ha raggiunto altri 9 Paesi, tra cui Polonia e Ucraina.

Finora in Russia sono stati ufficialmente confermati quattro casi di contagio, 2 dei quali a Mosca. Secondo Rospotrebnadzor, i contagiati sono soddisfatti del trattamento ricevuto e le persone con cui questi sono entrati in contatto sono state identificate e si trovano ora sotto controllo medico (in ospedale o a casa). Inoltre, continuano ad essere sottoposti a controlli i quasi 7.500 soggetti che sono arrivati di recente in Russia da Cina, Corea del Sud e Iran. Di fatto, è stato consigliato a tutti loro di effettuare un periodo di quarantena. Vi sono, tuttavia, anche cittadini inconsapevoli: solo negli ultimi 2 giorni almeno 3 soggetto hanno tentato di sottrarsi ai controlli. E uno di questo è un medico.

"Nella realtà, sono state adottate misure di quarantena senza precedenti sia in Cina che in Russia. Al momento è l'unica vera arma contro il coronavirus. Funziona molto bene. Chiusi i confini, la velocità di trasmissione del virus diminuisce. Se tutti indossano le mascherine e le scuole chiudono, l’agente patogeno non riesce a diffondersi rapidamente. Se l’avessimo fatto anche con l’influenza stagionale, non avremmo avuto alcuna epidemia”, ha spiegato a Sputnik Pavel Volchkov, virologo e direttore del laboratorio di ingegneria genetica presso l’Istituto di fisica e tecnologia di Mosca (MFTI).

Il portatore del virus è contagioso?

La London School of Hygiene & Tropical Medicine e il gruppo di lavoro sul CoViD-19 hanno calcolato che, per fermare la diffusione della malattia, è necessario rintracciare il 70-90% delle persone con cui è entrato in contatto il contagiato. Tuttavia, anche questa strategia funziona solamente se i nuovi casi di trasmissione del virus prima della comparsa dei primi sintomi della malattia nel soggetto portatore siano meno dell’1%.

Da un lato, l’esempio della Cina, le cui autorità sono riuscite a interrompere l’aumento dei contagiati mediante rigide misure di quarantena, dimostra questa teoria. Dall’altro, gli stessi medici cinesi sostengono che la trasmissione del coronavirus da soggetto senza alcun sintomo è comunque possibile. Infatti, una cittadina di Wuhan, che si era recata a visitare dei parenti, li ha infettati tutti. Nella donna, però, non erano stati registrati segnali della malattia nemmeno una volta che i membri della sua famiglia si sono rivolti ai medici per chiedere aiuto. Il periodo di incubazione in questa paziente è stato di 24 giorni, ossia quasi il doppio del periodo di quarantena fissato in molti Paesi.

La maggior parte degli esperti continua comunque a limitare il periodo di incubazione del CoViD-19 a 2 settimane (in media il periodo si attesta sui 6 giorni e mezzo). Il virus si trasmette principalmente tramite le goccioline trasportate per via aerea. Un contagiato può infettare al massimo 3 soggetti non protetti. Le donne incinte vicine al termine, qualora contagiate, non devono temere di trasmettere l’infezione al nascituro. Questo è stato dimostrato da medici cinesi che hanno analizzato casi simili in Cina.

Vietati i baci e le strette di mano

Non vi sono ancora dati precisi sulla percentuale di contatti diretti sul totale delle modalità di trasmissione della SARS-CoV-2 (non si sa nemmeno in quanti casi il contagio si verifichi tramite il contatto con oggetti). Per questo, le autorità competenti, soprattutto nei Paesi più vulnerabili a questo nuovo virus, forniscono all’incirca le medesime indicazioni generali, seppur con leggere differenze a seconda del luogo.

Ad esempio, in Francia, dove sono stati già registrati 212 contagi, il ministro della Sanità Olivier Véran ha esortato i connazionali a evitare il tradizionale bacio francese di benvenuto, la cosiddetta bise. In Svizzera hanno raccomandato di evitare le strette di mano. Sylvie Brian, direttrice del dipartimento per la gestione delle malattie infettive in seno all’OMS, ha postato un tweet in cui ha proposto metodi alternativi per salutare.

L'Arabia Saudita, che finora ha registrato solo un caso di contagio, ha temporaneamente vietato ai suoi sudditi di visitare i luoghi sacri musulmani de La Mecca e di Medina.

Come usare correttamente le mascherine

Sin da quando il virus è comparso, ci si è chiesti se le mascherine fossero realmente efficaci. Il Ministero francese della Sanità e il Centro statunitense di controllo e prevenzione delle malattie le raccomandano come strumento di prevenzione.

“Le mascherine ovviamente non sono perfette. “Aspirano” un po’ di aria dai lati. Ma se si stringono bene, il rischio di infezione di riduce di molto. Nel nostro Paese non stanno ancora comprando molte mascherine. Qui la situazione legata al coronavirus è sotto controllo”, sostiene il virologo Volchkov.

Secondo Vitaly Zverev, direttore del Dipartimento di microbiologia, virologia e immunologia della Moscow State Medical University, le mascherine mediche non proteggono dai virus così bene come si possa credere.

"Le mascherine in vendita nelle farmacie riducono la penetrazione del virus di circa il 20%. Inoltre, la fasciatura deve essere cambiata ogni 2 ore. Se bagnata, è inutile. Questi dispositivi di protezione devono essere indossati sui mezzi di trasporto pubblici e nei luoghi dove lavorano molte persone. Ma non servono a niente per strada. In primo luogo, le possibilità di prendere il virus all'aperto sono minime. In secondo luogo, la maschera affatica la respirazione e, se un soggetto ha problemi al cuore o ai polmoni, questo non li farà che peggiorare", ha spiegato lo scienziato.

Per difendersi dal CoViD-19, il Rospotrebnadzor consiglia di essere più attenti nell'igiene personale: lavarsi più spesso le mani, pulire le superfici con disinfettanti, non toccarsi gli occhi, il naso e la bocca con le mani sporche e, qualora compaiano sintomi di infezioni respiratorie acute, rimanere a casa e chiamare un medico. Maggiori dettagli circa queste misure preventive sono disponibili sul sito web del Comune di Mosca.

Quali farmaci antivirali sono inutili

Ad oggi non esiste alcun farmaco che uccida il nuovo coronavirus. Nell’ultimo mese i ricercatori hanno proposto di utilizzare almeno 3 farmaci già esistenti di cui è stata dimostrata la sicurezza per l’uomo.

Si tratta del Remdesivir, un analogo nucleosidico in grado di contrastare l’Ebola. All’inizio di febbraio alcuni scienziati cinesi hanno dimostrato che questo farmaco contrasta efficacemente l’infezione in alcune colture cellulari. Inoltre, il Remdesivir e i composti ad esso correlati sono stati in grado di contrastare anche il coronavirus del fatto. In Cina sono già in corso studi clinici sull’uomo. Una settimana fa anche gli americani hanno annunciato di aver avviato i test su pazienti umani. Altri farmaci di ampio spettro potrebbero essere la ribavinira, il ritonavir e l’interferone beta. L’uso di questi principi attivi è raccomandato dal Ministero russo della Sanità. 

"Esiste un gran enorme di farmaci antivirali sotto forma di analoghi nucleosidici (composti simili ai nucleotidi tradizionali che vengono utilizzati per la sintesi dell’RNA). Quando il virus entra nel corpo, inizia a moltiplicarsi molto rapidamente. Di conseguenza, la sintesi dell'RNA aumenta. Gli analoghi nucleosidici possono bloccarlo e quindi inibire la rapida diffusione del virus nel corpo. Ma funziona solo se i farmaci sono selezionati correttamente. Nel caso di CoViD-19 non siamo ancora riusciti a farlo. Sì, alcuni farmaci risultano lievemente efficaci, ma in realtà possono essere molto dannosi. Infatti, il virus rifugge rapidamente gli analoghi nucleosidici. Di conseguenza, il farmaco smette di agire sul virus e comincia a ostacolare i processi di sintesi dell’RNA del paziente. Questo genera complicanze a livello renale, epatico ed escretore. Al momento, però, non abbiamo niente di meglio degli analoghi nucleosidici”, spiega Volchkov.

Per quanto riguarda i farmaci antivirali pubblicizzati quali l'arbidol o il kagocel, secondo il ricercatore, questi sono inefficaci nel trattamento non solo del coronavirus, ma anche del virus dell'influenza.

Gli antibiotici non aiutano

"Per quanto ne so, nessuno si è occupato seriamente di trovare una cura per il coronavirus, perché prima non era un virus molto pericoloso. Non sappiamo se funzioneranno gli attuali farmaci antivirali contro il CoViD-19. Ma sappiamo che non bisogna curarsi con gli antibiotici perché si tratta di farmaci che agiscono a livello cellulare, mentre i virus non presentano una struttura cellulare. Talvolta gli antibiotici sono prescritti in caso di infezioni batteriche per prevenire eventuali complicanze, ad esempio per evitare che si presenti in contemporanea anche un’infezione batterica. Ma tali farmaci non agiscono sui virus. In generale è possibile migliorare le proprie difese immunitarie con alcuni metodi popolari quali l’assunzione di aglio o di latte e miele. Si tratta di metodi utili, ma bisogna ricordare che l’aglio può anche influire negativamente sulla frequenza cardiaca. Inoltre, alcuni presentano serie allergie al miele”, ha precisato Zverev.

Perché non vale la pena sperare in un vaccino?

Ricercatori americani, cinesi e francesi hanno già annunciato l'inizio delle sperimentazioni cliniche del vaccino contro il nuovo coronavirus. In Russia al momento sono diversi i gruppi di scienziati che ci stanno lavorando.

Alla fine di gennaio, Rinat Maksyutin, direttore del Centro statale di ricerca Vektor di virologia e biotecnologia in seno al Rospotrebnadzor, ha spiegato alla redazione della rivista, Science in Siberia, pubblicata dalla Sezione siberiana dell’Accademia nazionale russa delle Scienze (RAN), che i suoi collaboratori erano impegnati alla creazione di un vaccino contro la SARS-CoV-2. Un mese dopo la vice prima ministra del governo russo, Tatyana Golikova, a capo del gruppo operativo per il contrasto alla diffusione del virus, ha comunicato che sono già pronti ben 5 prototipi del nuovo farmaco.

Stando al virologo Volchkov, il farmaco sarà creato a partire da quelli impiegati contro la stomatite vescicolare.

"Grazie alla genetica inversa il virus viene scomposto in più pezzi. Poi si crea un sistema cellulare, solitamente in vitro, per assemblare una particella virale in modo che non contenga genoma virale all'interno. Piccole parti del SARS-CoV-2 vengono integrate in un sistema di questo tipo. In realtà, tutto ciò che una tale particella può fare è infettare le cellule una volta e veicolare nelle cellule il coronavirus. Se si vaccinasse con il virus così sintetizzato, nel siero sanguigno vi sarebbe una quantità di anticorpi sufficiente per proteggere il vaccinato dall’infezione”, ha spiegato il ricercatore.

Tuttavia, non sarà possibile utilizzare questo farmaco in breve tempo, secondo Zverev.

“Io sono un sostenitore di queste metodologie e ritengo che il vaccino sia lo strumento più affidabile per contrastare le patologie infettive. Tuttavia, in primis, ci vorrà del tempo per mettere a punto il vaccino. Infatti, bisognerà anzitutto appurare che la sostanza che inseriamo nell’organismo umano sia effettivamente sicura. Per fare questo, serve molto tempo. In secundis, chi vaccineremo? Probabilmente il CoViD-19 diventerà stagionale così come l’influenza. Pertanto il nuovo virus, a giudicare dai dati in nostro processo, muta in maniera alquanto rapida. Entro l’estate questa epidemia si placherà e ci dimenticheremo tutti del coronavirus. Proprio come è accaduto con la SARS nel 2003. Vi fu un grande focolaio, la gente è rimasta colpita. Ma tutto è passato. Ad oggi non ci sono vaccini contro la SARS-CoV e nessuno fa niente. Penso che muoiano molte più persone per l’influenza stagionale in questo periodo piuttosto che per il coronavirus. Infatti, nessuno è riuscito a fermare l’epidemia di influenza”, ha sottolineato l'esperto. 

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