11:16 08 Agosto 2020
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Il capo di stato turco ha rivendicato l'acquisto degli S-400 russi, aprendo però a future trattative sui sistemi di difesa Patriot americani.

Di ritorno da Mosca, dove ha preso parte alle trattative bilaterali sulla Siria con il presidente russo Vladimir Putin, Recep Tayyip Erdogan ha risposto alle numerose domande dei giornalisti sugli S-400.

Come riporta il portale Hurriyet, il capo di stato della Turchia ha ribadito la propria posizione, dichiarando che l'acquisto degli S-400 è ormai un fatto compiuto e che non sarà possibile cambiarlo:

"Gli S-400 ci appartengono, li abbiamo acquistati. Ad oggi sono stati posizionati tutte le batterie difensive comprate. A partire da aprile entreranno in funzione. Ma ripeto ancora una volta ciò che ho detto ieri ai colloqui (a Mosca, ndr): abbiamo detto agli americani: 'se ci vendete i Patriot, noi siamo pronti a comprarli".

Ieri il rappresentante speciale USA per la Siria, James Jeffrey aveva espresso la preoccupazione di Washington circa l'acquisto dei sistemi di difesa russi S-400 da parte della Turchia.

L'acquisto degli S-400

La Turchia, uno stato membro dell'alleanza occidentale, ha completato la ricezione di componenti del sistema missilistico S-400 della Russia lo scorso anno, sfidando le minacce statunitensi secondo cui gli S-400 consentono alla Russia di rintracciare meglio gli aerei occidentali. In risposta, gli Stati Uniti hanno sospeso la partecipazione della Turchia al programma F-35 a luglio e hanno minacciato di escludere completamente il Paese dal progetto di caccia stealth di quinta generazione.

La Turchia insiste sul fatto che installerà gli S-400 in aree non frequentate dai caccia statunitensi sottolineando che non ha ancora messo in funzione il sistema.

Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha osservato all'inizio del mese di febbraio, che l'escalation delle tensioni nella provincia siriana di Idlib, non influenzerà il contratto con gli S-400.

Secondo il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, Mosca e Ankara intrattengono relazioni "molto buone", tuttavia ha ammesso che l'unanimità totale su tutte le questioni in un dialogo tra due paesi è impossibile. Mosca ha esortato Ankara a rispettare gli accordi esistenti su Idlib, una delle quattro zone declassate formalmente stabilite, e ha lamentato l'incapacità della Turchia di distinguere l'opposizione armata dai terroristi.

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