19:57 07 Aprile 2020
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La scorsa settimana a Idlib 36 soldati turchi hanno perso la vita, dopo che Ankara ha dato il via all'operazione "Scudo di Primavera".

Il presidente russo Vladimir Putin, a margine dell'incontro con il suo omologo Recep Tayyip Erdogan, ha espresso le proprie condoglianze per i soldati turchi rimasti uccisi a Idlib, spiegando che nessuno, neanche l'esercito siriano, era a conoscenza dell'esatta posizione dei militari di Ankara.

"Vorrei ancora una volta esprimere le mie più sentite condoglianze in relazione alla morte dei soldati (turchi, ndr) in Siria. La morte delle persone è sempre una tragedia. Purtroppo, come avevo detto nel colloquio telefonico, neanche i militari siriani erano a conoscenza della loro posizione", sono state le parole pronunciate da Putin.

Quest'oggi i due capi di stato si sono incontrati per affrontare il delicato tema dell'escalation militare in corso negli ultimi giorni a Idlib.

Cosa sta succedendo a Idlib?

Il 27 febbraio Ankara ha dato il via ad un'operazione militare chiamata "Scudo di Primavera" nel nord-ovest della Siria, in risposta all'uccisione di 36 militari turchi a Idlib nello stesso giorno. 

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan ha in seguito richiesto aiuto alla sua controparte americana, Donald Trump, per combattere "il regime di Assad".

Sia la Russia che la Siria hanno ribadito in diverse occasioni che il motivo dell'escalation nella provincia è da ricercarsi nella presenza dei terroristi a Idlib e nelle loro azioni, mentre il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha ricordato che la Turchia non è riuscita nell'intento di mantenere i propri obblighi per la risoluzione della questione di Idlib.

In particolare, Ankara non ha saputo discernere tra l'opposizione armata moderata, pronta al dialogo con il governo centrale di Assad, dai terroristi. Inoltre, come sancito dal memorandum di Sochi del 2018, la Turchia avrebbe dovuto garantire l'allontanamento da Idlib di tutte le formazioni terroristiche entro il 15 ottobre 2018 e una tregua duratura al confine con la stessa provincia.

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