05:06 04 Agosto 2020
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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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La scienza australiana sta indagando sul coronavirus. Ma oltre a biologi, chimici e genetisti, il Paese australe vede schierati anche stuole di psichiatri e sociologi intenti a cercare di capire per quale motivo gli australiani stiano facendo incetta compulsiva di carta igienica ed abbiano già svuotato tutti gli scaffali.

L’Australia ad oggi, per quanto ci è dato sapere, ha registrato due soli decessi per coronavirus. Un uomo di 78 anni a Perth, nell’Australia occidentale e un’altro di 95 morto questa settimana a Sydney. Alla data di ieri, mercoledì 4 marzo, il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità segnava solamente 43 casi accertati di infezione nel Paese.

Ma allora perché dagli scaffali dei supermercati è sparita la carta igienica, si stanno chiedendo tutti?

Si potrebbe ipotizzare che l’Australia, essendo un Paese impotatore di quel prodotto, potrebbe finire senza scorte in caso di crisi globale. Invece no – quasi tutta la domanda interna è soddisfatta da produttori nazionali. I supermercati Coles e Woolworths, le più grandi catene, hanno dichiarato che ci sono molte scorte, mentre il produttore di carta igienica Kleenex nella nazione ha dichiarato che ha messo tutte le linee di produzione a pieno regime h24 per soddisfare la domanda. Il Governo da parte sua ha affermato che la nazione è ben preparata e sta approntando tutte le misure attive per contenere il virus. Eppure il caso è scoppiato ed è irrefrenabile.

Sui social media sono comparsi gli hashtag #toiletpapergate e #toiletpapercrisis, primi tra i trend della settimana. La corsa alla carta igienica è scoppiata e pare oramai irrefrenabile, nelle ultime 48 ore si sono persino diffuse notizie di furti dai servizi pubblici. A testimonianza della ‘serietà’ e ufficialità della situazione è arrivata anche l’interrogazione parlamentare che ha visto il capo medico australiano, il dott. Brendan Murphy, dichiarare:

"Stiamo cercando di rassicurare le persone e spiegare che fare incetta di carta igienica dagli scaffali dei supermercati probabilmente non è una cosa proporzionata o ragionevole in questo momento".

Pare ci siano state persino risse per l’acaparramento del morbido e prezioso prodotto in alcuni store, con interventi della polizia chiamata a redimere gente persino armata di coltello minacciosa nei confronti dell’ultimo rotolo.

Si erano già viste crisi simili nel mondo, con scaffali svuotati come a Singapore o in Giappone, oppure addirittura furti organizzati per i rotoli, come si trattasse di gioielleria, avvenuti ad Hong Kong, ma tutto ciò era avvenuto in Paesi in cui il virus aveva attecchito in misura decisamente maggiore.

Perché invece in questo Paese, in cui i contagi sono minimi finora, è scoppiata questa corsa sfrenata? E perché proprio la carta igienica, che per altro è sostituibile nella sua funzione e non serve direttamente da profilassi contro il coronavirus?

Interviene la scienza

Secondo la professoressa Debra Grace della Griffith University si tratterebbe null’altro che di un classico ‘effetto gregge’.

"Quello che bisogna considerare è che quando 50 confezioni di rotoli di carta igienica scompaiono dagli scaffali te ne accorgi subito perché occupano tanto spazio. È molto più evidente rispetto a quando spariscono 50 lattine di fagioli o disinfettanti per le mani".

Tecnicamente si chiama FOMO spiega la professoressa Nitika Garg dell'Università del New South Wales - Fear Of Missing Out, in italiano: ‘Paura di essere tagliati fuori’.

"Pensano che se gli altri la comprano, se il mio vicino la sta comprando, ci deve essere un motivo e allora anch'io la devo comprare”.

L’esperto di consumi, dott.  Rohan Miller dell'Università di Sydney, ha invece un’altra teoria. Questi sostiene che si tratterebbe del riflesso di una società e di uno stile di vita urbanizzati e consumistici.

"Non siamo abituati alla carenza e alla scarsità, siamo abituati a essere in grado di scegliere ciò che vogliamo, quando vogliamo. Quindi la fretta di procurarsi la carta igienica è proprio questa mentalità da gregge a mantenere questo status", afferma, spiegando poi con un esempio: “Morbidi quadrati bianchi di carta igienica, commercializzati magari con immagini di cuccioli o fiocchi di neve, sono un ‘lusso’ quotidiano al quale non siamo disposti a separarci mentalmente... la carta igienica non ha davvero importanza - è così in fondo alla lista di sopravvivenza rispetto ad altre cose come cibo o acqua - ma è qualcosa a cui le persone si aggrappano come standard minimo".

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