20:24 07 Aprile 2020
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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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La Cina valuta la possibilità di istituire forze di sicurezza biologica. Secondo il portavoce del ministero della Difesa cinese Wu Qian, l’epidemia del coronavirus ne ha rilevato l'importanza.

Gli esperti dichiarano: la Cina si è trovata impreparata ad una sfida talmente seria come quella di un’epidemia, che, su diverse stime, potrebbe portare danni economici e sociali, come una guerra regionale a pieno titolo. Come riporta Global Times, che cita l’esperto del Chongyang Institute of Finance, Renmin University of China Wang Peng, le minacce biologiche possono apparire in seguito a delle mutazioni e possono essere anche artificiali, per essere usate dagli avversari come arma di distruzione. Il punto particolare delle armi biologiche, che le discerne dalle armi tradizionali, risiede nel fatto che esse non si limitano ad agire nel campo di battaglia ma interessano anche la popolazione civile.

Intanto i danni economici, politici e sociali dalle minacce biologiche possono essere equiparati alle conseguenze di una guerra regionale, ritiene l’esperto. Secondo Wang Peng, l’epidemia del coronavirus ha fatto vedere che la Cina necessita di elaborare un programma strategico sulla sicurezza biologica nazionale, ad esempio, creando forze di sicurezza biologica, in subordinazione alla Commissione Militare Centrale della Cina.

Militari cinesi sono stati di grande aiuto nel contrasto dell'epidemia. A Wuhan, da dove ha iniziato a diffondersi il coronavirus, erano stati inviati oltre 10mila ufficiali medici. Nel colmo dell'epidemia, quando gli ospedali erano affollati, l’Esercito Popolare di Liberazione ha aiutato a costruire ospedali per ospitare temporaneamente i pazienti. Per il trasporto di pazienti e personale medico, è stata coinvolta l'aviazione da trasporto militare.

Questo lavoro non è stato inutile: il giorno scorso il ministero della Salute della Repubblica Popolare Cinese ha riportato solo 125 nuovi casi di infezione, un grande progresso rispetto alle migliaia di nuove infezioni ogni giorno di qualche settimana fa. Inoltre, più della metà dei pazienti con coronavirus sono guariti. È probabile che in futuro la diffusione dell'epidemia sarà sotto controllo non solo mediante severe misure di quarantena, ma anche con l'ausilio di un nuovo vaccino che la Cina ha già sviluppato. Sui social network cinesi si sono diffuse informazioni, secondo cui il maggiore generale dell’Esercito Popolare di Liberazione Chen Wei, che, come epidemiologo, era attivamente coinvolto nella lotta contro l'epidemia di SARS e l'Ebola, è stato il primo ad essere sottoposto al test di un nuovo vaccino contro il coronavirus.

Nonostante gli ultimi successi della Cina nella lotta contro il coronavirus, l’epidemia ha rivelato alcuni punti deboli nel sistema cinese di preavviso e lotta contro le minacce biologiche, afferma a Sputnik il vicedirettore dell'Istituto di microbiologia dell'Accademia delle scienze della Cina Li Junxiong.

"Possiamo imparare molte lezioni dall'epidemia attuale. Ad esempio, il fatto che il governo centrale e le autorità locali di Hubei abbiano introdotto un regime di quarantena a Wuhan ha aiutato molto a prevenire la diffusione dell'epidemia. Per quanto riguarda la questione, se il sistema di preavviso ha funzionato bene, è chiaro che sarebbe stato possibile intraprendere misure prima, è necessario trarre alcune conclusioni sull'avvenuto. Tuttavia, se ci saranno alcuni cambiamenti nel sistema sanitario pubblico a livello legislativo, se il sistema legale, il monitoraggio e le misure saranno applicati simultaneamente in stretta connessione, ciò contribuirà a prevenire epidemie del genere in futuro".

Il portavoce del ministero della Difesa cinese Wu Qian non ha parlato direttamente dell'intenzione di creare unità speciali di sicurezza biologica. Tuttavia, ha riconosciuto l'importanza del problema e la necessità di istituire un sistema di controllo nazionale in questo settore. Secondo lui, la Cina svilupperà presto una legge speciale sulla difesa biologica e creerà un sistema di supporto legale per garantire la sicurezza nazionale. L'esperto Li Junxiong ritiene che la biosicurezza possa essere raggiunta solo attraverso misure integrate. Ciò richiede strumenti legislativi, una strategia militare e, soprattutto, il funzionamento corretto del sistema sanitario civile.

"In materia di sicurezza biologica, ovviamente, è necessario il potenziale militare. Tuttavia, personalmente io ritengo che sia ancora più importante come procede il lavoro nel settore della sanità pubblica. Ad esempio, ho notato come ha reagito all'epidemia la Russia. Il ministero della Salute il 31 gennaio ha già reso noto le misure per contrastare il coronavirus, sono state rilasciate molto rapidamente e, inoltre, erano chiare e comprensibili. Dopotutto, queste misure non sono state applicate dai militari, ma dalle autorità della sanità pubblica. E oggi in Russia ci sono pochissimi casi, quindi possiamo dire che il sistema funziona in modo efficiente".
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