09:48 09 Luglio 2020
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Il presidente siriano, Bashar al-Assad ha definito illogiche le incomprensioni odierne tra Damasco e Ankara.

Bashar al-Assad, in un'intervista, si è detto certo del fatto che la Repubblica Araba Siriana non ha commesso nessun tipo di azione ostile nei confronti della Turchia:

"Quale azione ostile è stata intrapresa dalla Siria nei confronti della Turchia? Nessuna. Ci sono matrimoni siriano-turchi, ci sono famiglie, ci sono interessi vitali comuni. Questa compenetrazione culturale è motivata storicamente, pertanto è illogico che tra noi e loro ci siano delle incomprensioni così grandi", ha spiegato Assad in un'intervista all'emittente russa Rossiya 24.

Il presidente siriano ha poi definito i turchi un popolo fraterno e ha espresso le sue perplessità circa i motivi per i quali i cittadini della Turchia debbano venire a morire in Siria:

"Chiaramente parliamo dei turchi nei termini di un popolo fraterno. Ora voglio domandare al popolo turco: che problema avete con la Siria? Cittadini della Turchia, qual è questo problema per il quale dovete venire a morire?".

Il 27 febbraio Ankara ha dato il via ad un'operazione militare chiamata "Scudo di Primavera" nel nord-ovest della Siria, in risposta all'uccisione di 36 militari turchi a Idlib nello stesso giorno. 

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan ha in seguito richiesto aiuto al suo omologo americano, Donald Trump, per combattere "il regime di Assad".

Sia la Russia che la Siria hanno ribadito in diverse occasioni che il motivo dell'escalation nella provincia è da ricercarsi nella presenza dei terroristi a Idlib e nelle loro azioni, mentre il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha ricordato che la Turchia non è riuscita nell'intento di mantenere i propri obblighi per la risoluzione della questione di Idlib.

In particolare, Ankara non ha saputo discernere tra l'opposizione armata moderata, pronta al dialogo con il governo centrale di Assad, dai terroristi. Inoltre, come sancito dal memorandum di Sochi del 2018, la Turchia avrebbe dovuto garantire l'allontanamento da Idlib di tutte le formazioni terroristiche entro il 15 ottobre 2018 e una tregua duratura al confine con la stessa provincia.

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