16:56 05 Luglio 2020
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Erdogan ha avvertito l'Unione europea che, qualora non deciderà di aiutare Ankara in Siria, non sarà possibile risolvere la situazione legata ai flussi migratori.

Se da una parte ha ufficialmente lanciato un'operazione militare contro l'esercito siriano a Idlib, dall'altra Ankara continua a fare pressione sui Paesi europei per ottenere il loro sostegno nella stessa.

Nei giorni scorsi la Turchia ha aperto le proprie frontiere ai 3,6 milioni di rifugiati presenti sul suo territorio ed estremamente desiderosi di oltrepassare i confini con l'Unione europea.

"Se i Paesi europei vogliono risolvere il problema, allora devono apportare il loro contributo alle soluzioni politiche e umanitarie turche in Siria", ha dichiarato oggi Erdogan durante un discorso pubblico tenuto nella capitale.

Lo comunica il quotidiano turco Hürriyet Daily News.

Intanto sul confine tra Grecia e Turchia sono scoppiati nuovi scontri, con i migranti che hanno lanciato una pioggia di pietre verso i poliziotti di Atene, i quali a loro volta hanno risposto con dei lacrimogeni.

L'Europa "calpesta" i diritti umani

Nel suo intervento, Erdogan ha accusato i Paesi europei di calpestare i diritti umani, "colpendo, affondando le imbarcazioni e addirittura sparando" sui migranti che cercano di raggiungere l'Europa:

"I greci, che hanno ricorso ad ogni mezzo per impedire ai migranti di entrare nel loro territorio, arrivando fino ad affondarli o a sparargli, non devono dimenticare che loro stessi potrebbero aver bisogno di compassione un giorno", ha tuonato il leader turco.

Da parte sua, il governo greco ha negato di aver commesso crimini e tantomeno di aver ucciso migranti.

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