00:37 09 Aprile 2020
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E' stato comprovato il tentato ricorso ad armi chimiche da parte dei miliziani jihadisti nella provincia di Idlib, in Siria.

Nelle scorse ore sono state raccolte prove del tentato utilizzo di armi chimiche da parte dei miliziani jihadisti di Hay'at Tahrir al-Sham nella provincia siriana di Idlib.

A riferirlo è il Centro russo per la riconciliazione delle parti in conflitto, specificando che i guerriglieri avrebbero fallito nel loro intento:

"Il tre marzo, nel corso delle operazioni di risposta delle divisioni dell'esercito siriano contro il gruppo terrorista di Hay'at Tahrir al-Sham nella parte orientale della zona di de-escalation di Idlib sono state raccolte prove inequivocabili del tentato utilizzo di armi chimiche", si legge nella nota.

Il fallimento dell'attacco chimico sarebbe stato dovuto ad un errore dei miliziani, che non accortisi della fuoriuscita di sostanze  tossiche, avrebbero finito per avvelenare se stessi.

Cosa sta succedendo a Idlib?

La situazione ad Idlib si è aggravata dopo che i terroristi del gruppo fondamentalista Tahrir al-Sham il 27 febbraio hanno avviato un'offensiva su vasta scala contro le posizioni delle forze governative siriane. L'esercito siriano ha reagito al fuoco ostile. Secondo il ministero della Difesa russo, sono stati bombardati anche soldati turchi, che però non avrebbero dovuto trovarsi in questa area.

Nei bombardamenti dell'esercito siriano secondo gli ultimi dati ufficiali 36 militari turchi sono stati uccisi, più di 30 sono rimasti feriti. Immediatamente dopo aver ricevuto informazioni sui militari turchi colpiti, la parte russa ha intrapreso le misure per un completo cessate il fuoco da parte delle truppe siriane e si è assicurata l'evacuazione sicura dei militari turchi morti e feriti in Turchia.

Il ministero della Difesa russo ha sottolineato che i velivoli delle forze aerospaziali russe non sono stati operativi in quest'area, criticando il dispiegamento illegale di truppe da parte della Turchia nella regione.

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