19:46 30 Marzo 2020
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L'epidemia di coronavirus, gli avvertimenti per stare lontano dalla folla e il fatto che si tratti delle terze elezioni in meno di un anno, non sembra tenere gli israeliani a casa.

Secondo i sondaggi, la competizione elettorale in Israele, iniziata questa mattina, sarà tesa. Nonostante la posizione di leader del premier Netanyahu, i rappresentanti della sinistra sono decisi a porre fine al suo governo; ora i cittadini israeliani devono decidere se aspettarsi una nuova tornata elettorale o se dalle urne uscirà finalmente un vincitore.

Uniti attorno al re Bibi (Netanyahu)

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato la vittoria alle elezioni generali.
© Sputnik . Vitaly Podvitsky
"Voto per il Likud guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu, poiché proteggerà i confini d'Israele", ha dichiarato Ronnie, 50enne della città settentrionale di Yokneam Ilit.

Netanyahu è noto come il "signor sicurezza". È noto per la sua posizione da falco nella questione palestinese, nonché per i suoi sforzi per contenere la "minaccia iraniana".

I suoi successi in ambito internazionale hanno inoltre contribuito all'ampliamento dei suoi sostenitori. Il leader del Likud è apprezzato per il ruolo svolto nella decisione degli Stati Uniti di spostare la sua Ambasciata a Gerusalemme, nonché per il recente piano di pace volto a risolvere il conflitto israelo-palestinese e migliorare le relazioni di Israele con i Paesi musulmani e arabi che in precedenza erano ostili allo Stato ebraico, tra i quali Oman, Ciad e Sudan.

Sergey, un 40enne residente a Tel Aviv, ha espresso il suo voto a favore del primo ministro, ma, a differenza di Ronnie, crede che Netanyahu sia il minore dei due mali.

"Almeno sappiamo cosa aspettarci da lui; e sappiamo quanto ha fatto per il Paese. Non sono pronto a provare qualcosa di nuovo e non voglio dare la sicurezza e il futuro di Israele nelle mani di una persona con esperienza pressoché nulla", ha detto, riferendosi a Benny Gantz, l'avversario di Bibi alle elezioni.

"Inoltre mi dispiace per Netanyahu, penso che abbia subito molte ingiustizie."

Dopo che il procuratore generale Avichai Mandelblit ha accusato il premier di vari casi di tangenti, tra cui l'acquisto di recensioni positive nei media la ricezione di regali illegali da un ricco sponsor, migliaia di persone in Israele sono scese in piazza per esprimere la loro rabbia, nonché per evidenziare la sfiducia nei confronti del sistema giudiziario del Paese.

Elezioni in Israele, il secondo marzo del 2020.
© REUTERS / RONEN ZVULUN
Elezioni in Israele, il secondo marzo del 2020.

Stanchi della corruzione di Netanyahu

Tuttavia non tutti condividono questa opinione. Nel 2018 il 47% degli israeliani era convinto che la leadership politica fosse corrotta. Per le accuse della magistratura, il numero di quelli che erano convinti che il primo ministro fosse coinvolto in episodi di corruzione raggiungeva il 55%.

Un 38enne residente a Yokneam-Ilit Yafit è tra questi.

"Le persone si sono stufate dei casi di corruzione in cui compare Bibi, ma questa non è l'unica ragione per cui ho votato per Gantz. Credo che il nostro leader non possa essere un premier part-time, dividendo il tempo tra capo del governo ed altri lavori", ha detto, riferendosi a una serie di incarichi ministeriali che Netanyahu ha ricoperto prima di di dover dimettersi per le accuse di corruzione.
Tuttavia ora deve dividere il suo tempo tra l'impegno di governo e la difesa nelle aule di tribunale.

Il processo a Netanyahu dovrebbe iniziare il 17 marzo, il giorno dopo il giuramento nel Parlamento.

Voto per la sinistra come garanzia di cambiamento

Tuttavia le battaglie legali di Netanyahu non sono l'unica ragione per cui diversi elettori hanno voltato le spalle al premier. Altri sono stanchi delle sue "osservazioni razziste (su arabi israeliani) e per le divisioni che ha seminato nella società israeliana", ha detto Gal, un 26enne residente a Meytar.

"Voglio che il governo rispetti e si prenda cura della gente più debole. E ora questo non sta accadendo", ha aggiunto.

Nel 1996, quando Netanyahu fu eletto primo ministro, circa il 20 percento degli arabi israeliani votò per il Likud, ma da allora il supporto è diminuito e ora raggiunge a malapena il 5%.

Le urne chiuderanno alle 21 dell'orario italiano, ma solo martedì mattina si saprà se ci sarà un vincitore in queste elezioni o se i cittadini israeliani dovranno sborsare nuovamente molti soldi per finanziare lo svolgimento delle quarte elezioni politiche.

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Elezioni, Benjamin Netanyahu, Israele
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