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CoronaCoin (NCOV) è la criptovaluta generata da un anonimo gruppo che intende speculare sull'emergenza sanitaria mondiale scoppiata con la diffusine di Sars-CoV-2. Le reazioni.

Circola già da qualche giorno ma si sta diffondendo ed ha già raggiunto il volume giornaliero di quasi 6mila dollari nelle 24 ore. Si chiama CoronaCoin ($NCOV) ed è una criptovaluta che si rifà proprio al nuovo coronavirus Sars-CoV-2 che da oltre due mesi ha gettato nell’angoscia il mondo intero, con politici che provano a placare l’isteria con leggi speciali e misure eccezionali, e gli esperti che rassicurano si tratta di un virus a bassa viralità.

Il mondo delle criptovalute ci ha abituati a tante cose, ma difficile digerire quella che ha tutta l’aria di essere una iniziativa di marketing di cattivissimo gusto.

CoronaCoin è attiva e scambiata

Ad ogni modo la criptovaluta CoronaCoin, un token creato sulla Ethereum Network attraverso uno smart contract, viene scambiata su tre exchange decentralizzati (DEX) al prezzo medio di 0,012 USD ed è in crescita del +1,9% al momento della pubblicazione (fonte: Coingecko.com).

Sono disponibili in circolazione 7,6 miliardi di token $NCOV acquistabili attraverso i DEX.

Sito e account social attivi

Non c’è che dire una iniziativa, per quanto molto discutibile come anche dalla crypto community stigmatizzano, ben organizzata e con una diffusa presenza sui principali social network e piattaforme social media.

Una macabra tecnica di “bruciare” i token

Ciò che lascia maggiormente esterrefatti è il fatto che il numero di token corrisponde alla popolazione mondiale (7.604.953.650 NCOV), ma, ad ogni contagiato o ad ogni persona che muore a causa del virus, viene bruciato un token.

Per questo macabro motivo, spiegano gli autori del token, esso è da considerarsi deflazionario.

Al momento hanno bruciato 88.123 token corrispondenti al numero di persone infette e morte a causa del nuovo coronavirus.

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