11:36 11 Luglio 2020
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Nel 1971 l'allora Papa Paolo VI e gli eredi della famiglia reale italiana rinunciarono ai loro diritti sull'area.

Persone per cui la basilica era precedentemente stata registrata hanno cercato di mettere in vendita la chiesa cattolica di Sant'Antonio da Padova, situata nella centralissima İstiklal Caddesi di Istanbul. Dopo averlo appreso, il reggente della basilica İulian Pişta ha fatto causa per impedire la vendita del luogo di culto.

La più grande chiesa cattolica di Istanbul con la più grande parrocchia, la basilica di Sant'Antonio da Padova, insieme ai suoi locali di servizio e due edifici residenziali, a suo tempo conformemente agli standard dell'epoca fu intestata a membri della famiglia reale italiana. Il 29 gennaio 1971 l'allora Papa Paolo VI e gli eredi della famiglia reale italiana rinunciarono ai loro diritti sull'immobile.

Successivamente Sebahattin Gök si recò in Italia, America e Francia, in cerca degli eredi delle persone a cui questa proprietà era stata intestata. Gök disse agli eredi che vantavano diritti sulla proprietà della chiesa, ricevette mandati da loro e contattò l'amministrazione catastale del distretto di Beyoğlu con la richiesta di vendere l'immobile.

A sua volta l'ufficio informò i vertici della chiesa sulla richiesta di vendita, dopodiché il rettore della chiesa e con l'affidatario İulian Pişta, attraverso l'avvocato vaticano Afshin Hatipoğlu, si sono rivolti ai giudici per fermare la vendita dell'immobile.

Gök ha intentato un'altra causa in tribunale chiedendo la revisione della decisione. È stato riferito che il destino della chiesa sarà deciso in un'udienza di tribunale, che dovrebbe avvenire a giorni.

L'avvocato del Vaticano Afshin Hatipoğlu ha sostenuto che il soggetto in questione Sebahattin Gök conduce attività illegali contro le chiese cattoliche e le minoranze religiose e che 34 diversi cause sono state intentate contro di lui.

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Immobiliare, Giustizia, Vaticano, Istanbul
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