19:47 30 Marzo 2020
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Secondo la moschea di Göteborg, la donna avrebbe l’obbligo di soddisfare sessualmente il marito e non potrebbe uscire di casa senza il suo permesso. Facile immaginare le reazioni social nella nazione scandinava.

Nella moderna e progredita Svezia, la gigantesca Moschea di Göteborg, eretta nel 2011 con l'aiuto finanziario dell'Arabia Saudita, è finita nell’occhio del ciclone per una sezione del suo sito web dedicata alla catechesi per i ‘nuovi musulmani’.

La guida, che include istruzioni dettagliate su come dovrebbe vivere un devoto musulmano, ad un certo punto afferma che è peccaminoso per una donna respingere “la legittima intimità”. I "diritti di un uomo sposato", sostiene la guida, presuppongono che la donna abbia l'obbligo di mostrare "reattività ai suoi bisogni sessuali". Né è ammesso che una donna possa uscire di casa senza il permesso di suo marito, "che si tratti di una questione generale o personale".

“Una donna musulmana dovrebbe essere sensibile ai bisogni sessuali di suo marito ed è consigliabile essere gentile con lui. Se rifiuta la sua legittima intimità sessuale, commette un peccato a meno che non vi siano ragioni valide, come essere nel suo ciclo mestruale, mantenere un digiuno obbligatorio per una colpa precedente o ammalarsi ”, si legge testuale nella guida del sito della moschea con riferimento al Corano.

Secondo il quotidiano locale Göteborgs-Posten, il sito web avrebbe pubblicato un estratto de ‘La nuova guida musulmana’, scritta da Fahd Salem Bahammam, bestseller pubblicato in 26 diverse lingue e diffuso in tutto il mondo ma il cui proselitismo, per ovvi motivi, poco si adatterebbe al contesto scandinavo.

Le reazioni del pubblico svedese non si sono fatte attendere sui social, ma anche da parte di alcuni esperti, politologi e sociologi, sono state presentate critiche. Il principale esperto di terrorismo svedese, Magnus Ranstorp, del National Defense College, ha scritto in un articolo d'opinione che i valori espressi da questo tipo di proselitismo non solo rappresentano “una visione riprovevole per le donne”, ma sono anche di fatto del tutto contrari alla legge svedese.

“La suddetta moschea è la più grande di Göteborg. Ciò significa che una moschea con grande legittimità si fa rappresentare da un sito web con opinioni estremamente controverse. È molto serio. Questo caso solleva anche la domanda se e come i finanziamenti esteri per le moschee implichino un potenziale trasferimento di valori dall'Arabia Saudita e da altri stati del Golfo alla Svezia, per altro incompatibili con i nostri valori di base. Questi Stati del Golfo esercitano spesso influenza diretta sulle moschee attraverso sovvenzioni finanziarie a fondazioni senza scopo di lucro che, a loro volta, determinano l'orientamento religioso delle comunità religiose ”, ha avvertito Ranstorp.

Il polverone di polemiche scatenato ha infine indotto il portavoce stampa della Moschea stessa, Muhammad El Alti, ad affermare che questa non condivide l'acclamata interpretazione della ‘Nuova Guida musulmana’.

“Il sito contiene buone informazioni per i nuovi musulmani, ma si verificano interpretazioni che non condividiamo. È bene che voi prestiate attenzione a tutto questo, noi valuteremo e correggeremo”, ha detto El Alti.

Nonostante la presa di distanze, la citazione alla ‘Nuova guida musulmana’ non è stata ancora rimossa.

Il numero di musulmani in Svezia è salito alle stelle negli ultimi decenni, superando gli 800.000 e ammontando oggi all'8,1 per cento della popolazione, secondo il Pew Research Center. Ciò ha suscitato un acceso dibattito sul ruolo dell'Islam nella società svedese.

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