05:11 09 Agosto 2020
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Croci, preghiere e...incantesimi! La comunità cristiana in Etiopia è una delle più antiche. La religione professata dagli etiopi è una bizzarra combinazione tra il primo cristianesimo e le tradizioni tribali africane.

All’interno della comunità esiste una casta spirituale i cui membri scacciano gli spiriti maligni dalla gente. Il corrispondente di Sputnik si è recato in Africa orientale alla ricerca di questi misteriosi esorcisti.

Mondo visibile e invisibile

La Grande fossa tettonica, che suddivide l’Etiopia in due zone, è considerata da alcuni scienziati la culla dell'umanità. Proprio qui furono rinvenuti i resti dei più antichi esemplari di uomo e si scoprì che i nostri antenati credevano nell'esistenza dell'aldilà.

La città di Lalibela e i suoi dintorni brulicano di spiriti di ogni tipo: alcuni aiutano i contadini, altri provocano malattie, altri ancora intessono intrighi. O almeno così credono gli abitanti del luogo che ancora oggi seguono queste antiche tradizioni. Qui è come se il tempo si fosse fermato: capanne primitive, bambini scalzi che indossano jeans malandati, sacerdoti che tengono in mano croci del Medioevo.

Qui il clero è molto venerato non solamente perché la gente del luogo professa il cristianesimo. Nella regione, infatti, non vi sono scuole od ospedali. Dunque, il sacerdote per gli etiopi è anche un insegnante, un meteorologo, un guaritore.

Macuna Hadi si sta preparando a diventare prete. Dice che è un percorso lungo e difficile. "Prima di tutto, vi è il periodo di formazione in monastero che comincia a partire dai 14 anni. Poi, prima di spostarsi, bisogna diventare diaconi. Io lo sono diventato 6 anni fa. Infine, bisogna rimanere in servizio e studiare per almeno 10 anni prima di indossare l’abito talare”, spiega Macuna.

Oltre a insegnare il catechismo, il clero etiope deve essere in grado di comprendere la medicina, di conoscere il clima e l’avvicendarsi delle stagioni e di calcolare le fasi lunari. Tutte queste abilità sono necessarie in primis per aiutare i credenti.

E naturalmente, i sacerdoti etiopi devono sapersi mettere in contatto con il "mondo invisibile". Dopotutto, secondo la dottrina cristiana, sia gli angeli sia i demoni sono sempre presenti vicino a noi anche se non li vediamo. In particolare, i demoni possono dimorare in una persona e tormentarla dall'interno.

"Molti, soprattutto nelle aree più isolate, si rivolgono all'esorcista anche senza un apparente motivo. Ma non sempre una malattia è causata dagli spiriti maligni”, spiega il diacono.

In Etiopia, le pratiche di espulsione degli spiriti maligni sono effettuate non solo dai sacerdoti, ma anche dai membri di una comunità spirituale unica che non ha analoghi in altre chiese cristiane, ossia i Defteri. Questo gruppo è probabilmente uno dei più misteriosi tra i cristiani etiopi.

"Potenti incantatori"

I Defteri rappresentano il rango inferiore del clero nella chiesa etiopica. Sopra di loro nella gerarchia si trovano nell’ordine i diaconi, i preti e i vescovi. Il loro compito principale è quello di aiutare durante il servizio nella lettura dei salmi, nei canti e…nel suonare i tamburi. Questa è una delle caratteristiche distintive del cristianesimo locale.

In generale, i cristiani etiopi non sono come gli altri. La loro comunità è probabilmente una delle più antiche del mondo, le tradizioni venutesi a creare sono una commistione sui generis di rituali risalenti al giudaismo, al primo cristianesimo e al retroterra tribale. Durante la messa, oltre ai tamburi si utilizzano anche altre percussioni e trombe, strumenti tipici del canone veterotestamentario. Sugli altari delle chiese etiopi, oltre alle croci e ai candelabri, troneggia anche il Tabot, una copia in miniatura dell’Arca dell’alleanza (reliquia sacra agli ebrei). Gli etiopi credono di essere i custodi ad oggi delle stesse tavole di pietra che recavano i Dieci comandamenti e che furono consegnate dal Signore a Mosè sul monte Sinai. I sacerdoti e i credenti in alcuni momenti della liturgia pregano riunendosi in cerchio proprio come facevano i primi cristiani.

Per questo, i teologi includono la chiesa etiope all’interno delle cosiddette antiche chiese dell’Oriente le quali vantano tradizioni e dottrina proprie e distinte dalla tradizione ortodossa greca e, fra l’altro, anche russa.

I Defteri fanno eco a quei tempi antichi in cui in ogni comunità cristiana vi era almeno un sacerdote coadiuvato in tutto e per tutto da alcuni diaconi e diaconesse. Anche oggi, così come al tempo degli apostoli, i loro compiti non si limitano alla partecipazione alle messe.

Da sempre i Defteri sono conosciuti come uomini di scienza che tutto conoscono delle cose del mondo. Sono stati scribi, insegnanti e tra i primi medici in Etiopia. Se chiedete ai Defteri informazioni su un qualunque fiore, sapranno tenervi un’intera lezione sul tema.

E chiaramente i Defteri continuano ad occuparsi di esorcismo. Praticano quest’attività in vari modi: alcuni versano acqua proveniente dalla fonte sacra sul posseduto, altri fumano erbe speciali, altri ancora girano attorno al posseduto suonando il tamburo. Tuttavia, l’arma principale di un esorcista sono la preghiera e un apposito bastone.

Proprio questo bastone a forma di T è il segno distintivo dei Defteri. Il pomo del bastone è decorato con disegni sapientemente intarsiati e ognuno di essi ha un significato profondo. Due cerchi simboleggiamo la luna e il sole, nonché la duplice natura divina e umana del Cristo. Necessaria è la presenza di una croce, il simbolo cristiano più importante in Etiopia. Tre croci simboleggiano la Santa Trinità. Si crede che questo bastone sia molto efficace per scacciare gli spiriti maligni. Per questo, viene frequentemente utilizzato durante i riti degli esorcisti. Il bastone viene anche impiegato dai Defteri durante le messe in chiesa in modo da tenere lontani i demoni durante la preghiera. Gli etiopi credono anche che gli esorcisti siano in grado di uccidere una persona solamente pronunciando una parola: infatti, comunicando con il demonio sarebbero in grado di conoscere incantesimi terribili. Un proverbio etiope recita: “I peggiori tra gli animali sono gli scorpioni e i peggiori tra gli uomini sono i Defteri”.

Il segreto degli esorcisti

I Defteri in primis confermano la loro fama popolare di maghi misteriosi con il loro comportamento. Non sono particolarmente loquaci e, quando si tenta di porre loro domande sull’esorcismo, preferiscono tacere.

Anche il sacerdote Daniel Habesh apparteneva un tempo al gruppo dei Defteri. Questi parla volentieri delle peculiarità del cristianesimo locale. Tuttavia, quando si comincia a parlare del suo passato, comincia a parlare per enigmi.

“La cosa fondamentale per i Defteri è raggiungere la verità. Nel processo di apprendimento i Defteri sono tenuti a comprendere tutto ciò che li circonda, l’intero essere uno e trino. In primo luogo, vi sono le cose create da Dio che possiamo vedere o sentire. Capendo la loro essenza i Defteri capiscono l’essenza di tutte le cose fisiche. Poi vi è il mondo in cui agiscono forze a noi invisibili e fuori dal nostro controllo: gli spiriti. Anche con loro è necessario instaurare un contatto per riuscire a contrastarli in maniera efficace. Infine, c’è Dio che va anch’esso conosciuto”, così il nostro interlocutore descrive la filosofia dei Defteri.

L’esorcismo in sé e per sé, a detta sua, non è affatto l’aspetto principale. Innanzitutto i Defteri tentano di capire se è possibile aiutare l’uomo “applicando le conoscenze in loro possesso riguardo al mondo delle cose”, ossia mediante l’utilizzo di vari stupefacenti.  

“Se gli stupefacenti non hanno alcun effetto, è necessario chiedere supporto spirituale. Solo con la forza di Dio possiamo combattere gli spiriti maligni”, dichiara il sacerdote.

Qualora, però, i riti dell’esorcista non vadano a buon fine, significa che il posseduto dev’essere potato direttamente da un sacerdote. Se i Defteri si rifiutassero di farlo, significherebbe che siete di fronte a dei ciarlatani.

“Danno i loro ultimi soldi a truffatori e non ricevono nulla in cambio. Purtroppo vi sono diversi casi di questo genere sebbene non sia invalso l’uso di vendicarsi”, afferma padre Daniel. La questione è che la credenza popolare nei poteri dei Defteri rimane ad oggi molto sentita. Da qui la diffusione di questi “esperti”.

Una minaccia per il cristianesimo

Tuttavia, i cristiani etiopi hanno dovuto recentemente affrontare una minaccia molto più significativa di quella rappresentata dai ciarlatani. Infatti, da ormai un mese, i loro templi vengono regolarmente attaccati e i sacerdoti uccisi. I credenti danno la colpa non solo ai musulmani provenienti dal vicino Sudan, ma anche alle nuove autorità locali che appartengono alla tribù degli Oromo, loro estranea.

Lo scorso autunno, decine di migliaia di Oromo sono scesi in piazza nella popolosa capitale Addis Abeba, dove sono da sempre salde le posizioni della tribù Amhara, a forte vocazione cristiana.

I manifestanti chiedevano un’estensione dei loro diritti e poteri, in quanto il nuovo capo di Stato è membro della loro tribù. Sono iniziati disordini, decine di cittadini sono morti. Nei 3 mesi successivi, il Paese è stato travolto da un'ondata di attacchi alle chiese cristiane.

"Le autorità, anche se non direttamente, hanno dichiarato la Chiesa etiope loro nemica. Per questo motivo, è stato difficile celebrare l'Epifania (una delle due feste più popolari nel Paese che, così come in Russia, si celebra il 19 gennaio, Ndr). È sempre più difficile organizzare la processione. È diventato pericoloso. Dopotutto, la polizia non ha arrestato gli autori degli attacchi. Non credo che cattureranno chi ha attaccato la chiesa nel nord-ovest dell'Etiopia il 4 febbraio: i criminali hanno sparato a preti e laici durante la funzione", afferma Miraf Laik, parrocchiano della chiesa etiope.

Per questo, i credenti chiedono aiuto. Hanno paura che la Chiesa venga fisicamente distrutta e che le tradizioni millenarie dei cristiani etiopi cadano nell'oblio.

"Ma non disperiamo. Oggi piangeremo, ma domani agiremo. Faremo di tutto per preservare la nostra fede", dice Laik.

L'Etiopia, Laik ne è certo, rimarrà il Paese cristiano in cui da 2000 anni il popolo prega suonando i tamburi e chiede aiuto ai misteriosi Defteri.

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