07:11 10 Aprile 2020
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Tensione alle stelle a Nuova Delhi durante la visita di Trump. Nei tumulti per le proteste contro una legge sulla cittadinanza, ci sono 7 morti e circa 160 feriti.

La violenza continua senza sosta nella parte nord-orientale della capitale indiana, a causa delle proteste contro una controversa legge sulla cittadinanza divenute incontrollabili, proprio alla visita del presidente Usa Donald Trump. 

La polizia ha confermato la morte di 7 persone, tra cui un poliziotto, e circa 160 feriti, provocati dai disordini. Tra questi, circa 50 sono stati causati dalle sassaiole, nelle varie zone della città. Le proteste, iniziate lunedì, sono continuate nella mattinata di oggi. 

"La situazione è molto tesa. Riceviamo continuamente chiamate relative a episodi di violenza nella Nuova Delhi nord-orientale",  ha riferito il commissario di polizia all'agenzia ANI.

Martedì la polizia del distretto nord est di Delhi ha imposto un'ordinanza restrittiva su tutta l'area che vieta: 

  • il trasporto di armi o qualsiasi materiale incendiario; 
  • la stampa, la diffusione o la diffusione di materiale provocatorio, sensibile alla comunità, anche sui social media;
  • l'assemblea di più di quattro persone e qualsiasi tipo di dimostrazione senza l'autorizzazione dell'autorità competente.

Il ministro federale degli Interno dell'India, Amit Shah, ha presieduto una riunione urgente alla presenza del capo ministro di Delhi Arvind Kejriwal, del tenente governatore Anil Baijal e di altri alti funzionari, per ristabilire e ha assunto il controllo diretto della sicurezza interna nella capitale.

Inoltre, il Primo Ministro di Delhi, Arvind Kejriwal, ha affermato che è necessario sigillare i confini di Delhi per controllare la situazione.

“I parlamentari delle aree colpite mi hanno informato che c'è una grave carenza di forze dell'ordine e la polizia non può agire fino a quando non riceve gli ordini dall'alto. Ho anche chiesto ai magistrati distrettuali di organizzare una marcia per la pace con la polizia in queste aree", ha informato Kejriwal.

Le proteste a Delhi

L'ondata di  violente proteste contro la Legge di Cittadianza (CAA) emanata dal governo federale ha avuto inizio il 15 dicembre nel sud-est di Delhi. La legge è ritenuta discriminatoria verso le comunità musulmane. Le proteste sono iniziate con sassaiole e assalti ai mezzi del trasporto pubblico, dando fuoco a un paio di autobus.

Per le violenze la polizia aveva anche accusato alcuni  studenti di una università del settore interessato dalle proteste.  Da allora, decine di donne per lo più musulmane, residenti nella zona, hanno iniziato una sit-in di protesta a Shaheen Bagh, chiedendo il ritiro del CAA.

La legge sulla modifica della cittadinanza, emanata il 13 dicembre 2019, mira a concedere la cittadinanza agli immigrati clandestini, appartenenti a comunità minoritarie di tre paesi islamici confinati, Afghanistan, Bangladesh e Pakistan "che sono entrati in India entro il 31 dicembre 2014". Tuttavia, il beneficio non è stato esteso a tutti gli immigrati musulmani.

L'atto è stato contestato da diversi partiti di opposizione, gruppi per i diritti civili e studenti universitari in quanto discriminatorio su base religiosa e perché viola principi secolari della Costituzione indiana.

Secondo gli ultimi numeri a Delhi, 32 persone hanno perso la vita durante le proteste contro il CAA dalla sua promulgazione.

 

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New Delhi, India
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