22:18 05 Luglio 2020
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Il titolare degli Esteri di Mosca ha auspicato che una soluzione all'annoso conflitto in Afghanistan possa essere trovato nel corso dei prossimi mesi e si è detto sicuro del ruolo che potrà essere ricoperto dalla Russia in tale processo.

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha ribadito l'intenzione della Federazione Russa di lavorare al fine di favorire la pacificazione dell'Afghanistan.

"Abbiamo riposto grande attenzione verso la situazione in Afghanistan, esprimendo la nostra preoccupazione circa la presenza di milizie armate di gruppi terroristici internazionali nelle province settentrionali del Paese; in sostanza fino al confine con il Tagikistan e altri nostri partner centroasiatici", ha spiegato il diplomatico russo a margine del summit tenuto con il ministro degli Esteri tagico Sirodjidin Aslov.

Lavrov ha poi chiarto che la Russia è pronta a "collaborare per raggiungere la pace in questo Paese che tanto ha sofferto", aprendo all'impiego del "formato moscovita".

I negoziati per la pace in Afghanistan

Gli Stati Uniti e i talebani hanno condotto negoziati per diversi mesi nel 2019 per raggiungere un accordo sulla pacificazione dell'Afghanistan.

A Doha il rappresentante americano per l'Afghanistan, Zalmay Khalilzad, e la delegazione dell'ufficio politico dei talebani, dopo otto round di negoziati, hanno concordato una bozza per un trattato di pace che includeva il cessate il fuoco, il ritiro delle truppe straniere dall'Afghanistan e l'inizio di colloqui di pace tra le parti afghane.

Tuttavia a settembre, dopo una serie di attacchi terroristici commessi dai talebani a Kabul e in diverse altre città, in cui hanno perso la vita anche alcuni militari statunitensi, il presidente Donald Trump ha ordinato che i negoziati con i talebani venissero interrotti e l'accordo fosse annullato.

All'inizio del mese di dicembre sembrava che una visita del presidente americano avesse potuto segnare una riapertura delle trattative, ma le tensioni dell'ultimo mese e mezzo, con una nuova ondata di attentati che sembrerebbe aver fatto nuovamente precipitare la situazione.

Recentemente, il segretario NATO Jens Stoltenberg ha ribadito che le forze dell'Alleanza Atlantica sono determinate a restare nel Paese asiatico, sebbene abbia aperto "a cambiare le dimensioni del contingente se i talebani dimostrano di voler fermare la violenza e scendere a compromessi".

 

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