17:44 29 Ottobre 2020
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Il biatleta russo Alexander Loginov ha dichiarato di poter porre fine alla sua carriera per i continui attacchi subiti da colleghi e giornalisti. Lo sfogo dell'atleta russo arriva dopo le perquisizioni odierne della polizia italiana contro la nazionale russa di Biathlon.

"Apparentemente con tutto questo stanno cercando di accelerare la fine della mia carriera. Se tutti staranno meglio così, significa che serve agire e ritirarsi. Forse qualcuno si sentirà bene dopo questo. L'IBU, a quanto pare, vuole questo", Sport Express riporta le parole dell'atleta russo.

Dopo molti successi maturati nel corso della sua carriera, l'atleta russo è stato ripetutamente attaccato dai colleghi per violazioni delle regole antidoping. Loginov era stato squalificato fino alla fine di novembre 2016.

Questa mattina le forze dell'ordine italiane avevano condotto perquisizioni contro la nazionale russa di Biathlon, impegnata nella Coppa del Mondo, alla ricerca di sostanze dopanti, dopo una segnalazione alla Procura di Bolzano.

"I risultati preliminari delle perquisizioni non evidenziano riscontri (su doping - ndr), tuttavia sono stati sequestrati il telefono ed il portatile di Loginov e del suo allenatore Kasperovich per ulteriori verifiche nell'ambito dell'indagine preliminare," ha comunicato l'Ambasciata russa in Italia.

Le forze dell'ordine italiane non intendono adottare alcuna misura cautelare nei confronti dei membri della nazionale russa di Biathlon, hanno aggiunto i diplomatici russi in Italia.

"La nostra squadra continuerà a partecipare alle gare e prevede di lasciare l'Italia secondo il programma precedentemente previsto. Per garantire e proteggere i legittimi diritti e interessi dei cittadini russi, un diplomatico del Consolato Generale sarà con la nostra rappresentativa fino alla loro partenza", ha aggiunto l'Ambasciata russa.
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Polizia, doping, antidoping, biathlon, Sport, Russia
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