11:34 10 Agosto 2020
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Saranno presentate prove nel caso di estradizione di Julian Assange relative a una presunta "offerta di grazia" fatta da Donald Trump al fondatore di WikiLeaks.

“Non è fuori dalle possibilità che un membro del Congresso degli Stati Uniti, presumibilmente parlando a nome del presidente, abbia offerto ad Assange il perdono presidenziale in cambio di cooperazione. Se ciò dovesse essere accaduto, sicuramente non sarà stata una un’offerta per ascoltare le menzogne di Assange”. Così si è espresso un ex esperto indipendente delle Nazioni Unite Alfred de Zayas. “Assange non avrebbe dovuto aver bisogno di mentire, perché le prove indicano che le perdite di DNC non provengono da hacker russi. Assange stesso ha affermato che la fonte non era il governo russo”.

La Casa Bianca mercoledì scorso ha negato che il presidente Donald Trump avrebbe indotto l’ex deputato Dana Rohrabacher a chiedere scusa al fondatore di WikiLeaks Julian Assange, se avesse dichiarato che la Russia non aveva alcun ruolo nelle fughe di DNC.

“Non mi piace parlare di ‘grazia’, perché ciò implica che ci sia stato un processo e una condanna. Non credo che Assange abbia commesso alcun crimine”, afferma de Zayas. “È vittima di arbitrarietà, irregolarità, uso improprio dell’amministrazione dei sistemi giudiziari negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Svezia e in Ecuador. È vittima di molteplici crimini, tra cui torture psicologiche, come documentato dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, professore Nils Melzer”.

La Casa Bianca nega ci sia una trattativa con Assange

Secondo il team di legali di Assange la Casa Bianca avrebbe offerto la grazia al loro assistito se questi avesse dichiarato che la Russia non ha alcun ruolo nelle fughe di DNC.

Il portavoce della Casa Bianca Grisham ha riferito che quanto detto dai legali di Assange è una menzogna costruita, perché Trump conosce a malapena l’ex deputato Dana Rohrabacher e con questi non ha mai parlato di Assange e quasi mai parlato anche su altri temi.

Il caso Assange

Julian Assange è stato incriminato con 18 capi d’imputazione negli USA, per lo più per spionaggio dopo aver fatto trapelare documenti classificati che rivelavano crimini di guerra commessi da forze a guida USA in Iraq e Afghanistan.

Egli ha anche pubblicato un quantitativo di documenti DNC e le e-mail della candidata democratica Hillary Clinton alle scorse presidenziali, che rivelano come il DNC avrebbe truccato le primarie democratiche a favore della Clinton e avrebbe ottenuto dibattiti televisivi diretti con Donald Trump prima dei tempi previsti.

Attualmente Assange è detenuto in un carcere di massima sicurezza a Londra. Diversi medici esperti hanno espresso preoccupazione per le condizioni di salute di Assange, che gli impedirebbero di partecipare adeguatamente nell’attività di difesa della sua persona. Se Assange dovesse essere condannato, potrebbe scontare fino a 175 anni di carcere negli USA.

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