20:25 07 Aprile 2020
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Ankara potrebbe intervenire in qualsiasi momento nella regione di Idlib, in Siria, anche da sola. "A qualsiasi costo" ha detto il presidente Erdogan.

Resta altissima la tensione fra Ankara e Damasco. Erdogan, durante un incontro con il gruppo parlamentare del Akp, ha detto che la Turchia è pronta a intervenire in qualsiasi momento in Siria.

Ankara "non lascerà Idlib al regime di Assad e ai suoi sostenitori". Questo è l'"avvertimento finale del presidente turco, così come egli stesso lo ha definito 

L'incursione militare dell'esercito turco contro Idlib è già stata preparata e può iniziare in qualsiasi momento, avverte il presidente Erdogan. La Turchia agirà anche da sola, a "qualsiasi costo". 

"Se gli altri Paesi non riescono a darci garanzie, dovremo farci carico da soli della nostre preoccupazioni di sicurezza. È solo una questione di tempo prima che iniziamo un'altra operazione nel nord-ovest della Siria a Idlib", promette il presidente turco. 

Per il Erdogan gli accordi con la Russia, sono lontani dal soddisfare le richieste della Turchia, che chiede una cintura di sicurezza al confine con la Siria. 

La situazione a Idlib

In conformità agli accordi raggiunti nel maggio 2017 da Turchia, Russia e Iran in Siria sono state create quattro diverse zone di de-escalation, tre delle quali sono passate nel 2018 sotto il diretto controllo di Damasco.

L'ultima di esse, invece, situata proprio in corrispondenza della provincia di Idlib, rimane al di fuori del controllo del governo di Bashar Assad ed è covo di diversi gruppi terroristi.

L'esercito siriano ha iniziato una nuova serie di operazioni militari ad Idlib, l'ultima roccaforte dei terroristi in Siria, alla fine dello scorso anno. Damasco ha dichiarato che liberare l'area è essenziale per porre fine alla guerra civile.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha esortato il capo di Stato russo Vladimir Putin a "fare pressioni sul presidente della Siria Basar Assad "per fagli fermare l’avanzata delle forze armate governative e ritirarsi dietro le postazioni di osservazione turche, minacciando in caso contrario attacchi di risposta.

 

 

 

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Turchia, Siria
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