17:24 30 Marzo 2020
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SpaceX ha annunciato un programma per il turismo spaziale che dovrebbe diventare operativo già nel 2022 con l’invio dei primi quattro turisti in orbita profonda. Troveremo i cataloghi nelle agenzie viaggi?

Probabilmente no. Per lo meno non nell’immediato futuro. Parliamo di un turismo che, capite bene, ancora a lungo non sarà a portata di tutti. Si tratta di missioni dal costo netto per gli operatori che si aggirano sul centinaio di milioni di euro, possiamo immaginare i prezzi al cliente finale. Possiamo tuttavia dire che l’Era delle avventure spaziali sia iniziata, pur se ancora agli arbori. D’altra parte per la realizzazione del progetto e la sua commercializzazione, la SpaceX ha firmato un accordo con un vero e proprio tour operator ‘specializzato’ che, non a caso, si chiama proprio Space Adventures.

​I turisti saranno trasportati dalla capsula Crew Dragon di SpaceX, che è stata sviluppata per trasportare gli astronauti della NASA e dovrebbe fare il suo primo volo con equipaggio nei prossimi mesi.

"Il nostro obiettivo è cercare di raggiungere circa due o tre volte l'altezza della stazione spaziale", ha detto il presidente di Space Adventure Tom Shelley in una intervista alla France-Presse.

Il signor Shelly osserva che essendo il mezzo della SpaceX indipendente dalla NASA, è possibile concordare autonomamente l’orbita. Questo porta a concludere che per finalità turistiche potrebbe convenire scegliere un’orbita molto più alta rispetto a quella mantenuta dalla Stazione Spaziale Internazionale che si trova a ‘soli’ 400 chilometri sopra la superficie terrestre.

Lo stesso presidente della Space Adventure ha però anche dovuto ammettere che il prezzo dei biglietti non sarebbe certo a buon mercato dato che solo il lancio di un Falcon 9 costa sui 57 milioni di euro.

"Abbiamo una buona rete di individui con un patrimonio netto elevato in tutto il mondo, molti dei quali sappiamo essere interessati ai voli spaziali", ha poi però affermato, dicendosi convinto che il primo volo potrebbe avvenire già nel 2022.

Turisti spaziali ISS

In realtà il turismo spaziale è storicamente iniziato sulla ISS già da inizio nuovo secolo. Il primo turista fu lo statunitense Dennis Tito nel 2001, seguì il sudamericano Mark Shuttleworth l’anno successivo. Poi altri cinque fino al canadese Guy Laliberté nel 2009, anno in cui le missioni commerciali di questo tipo vennero interrotte.

Turisti spaziali ‘Space Adventures’

Le differenze tra il nuovo tipo di turismo che viene proposto dalla collaborazine SpaceX – Space Adventurs rispetto al turismo visto finora sulla ISS sono evidenti: per salire sulla Stazione Spaziale Internazionale servono ben 6 mesi di formazione a Mosca (un turista giapponese venne scartato nel 2006), per salire sulla capsula Crew Dragon gli organizzatori dicono che sia sufficiente una preparazione di sole 4 settimane. La ISS inoltre ha spazi e servizi di tutt’altro tipo a bordo, sulla piccola capsula Crew Dragon invece non è ancora neppure chiaro come verrà gestita la questione delle toilet.

E tuttavia assistiamo ad un crescendo sia della domanda che dell’offerta per questo tipo di turismo che, senza le dovute cautele finora prese, potrebbe effettivamente assomigliare più ad una ‘adventure’, se non una vera e propria ‘space odyssey’.

Space Adventure infatti non è l'unica compagnia coinvolta nel turismo spaziale, Virgin Galactic di Richard Branson e Blue Be di Jeff Bezos stanno a loro volta sviluppando navi spaziali per inviare turisti nello spazio più o meno profondo. I biglietti della Virgin partivano dal quarto di milione di dollari in sù, quando vennero messi in vendita per la prima volta (230mila euro). Anche la Boeing sta sviluppando una capsula per equipaggio, la Starliner, destinata a trasportare gli astronauti statunitensi sull’ISS, ma che potrebbero non resistere all’idea di utilizzarla anch’essi per nuove incredibili avventure spaziali.

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