21:50 05 Aprile 2020
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Arresto di Julian Assange (59)
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Julian Assange è stato torturato, ne sono convinti i 117 psichiatri, provenienti da 18 differenti Paesi del mondo, che hanno firmato la petizione per porre fine alla condizione di grave stress alla quale il fondatore di WikiLeaks viene sottoposto. E c’è chi prepara delle mobilitazioni anche in Italia.

Secondo gli esperti, Assange non ha ancora ricevuto le adeguate cure mediche di cui avrebbe bisogno. Questo nonostante che le sue audizioni per l’estradizione siano oramai prossime. Assange, ricordiamo, rischia fino a 175 anni di reclusione negli Stati Uniti per accuse di spionaggio relative al suo ruolo nella pubblicazione di documenti classificati. Le pubblicazioni, in particolare i registri di guerra in Iraq e in Afghanistan, hanno rivelato crimini di guerra, commessi da truppe guidate dagli Stati Uniti, insieme ad altre forme di criminalità e corruzione. In questa fase si teme che le sue condizioni gli possano impedire di partecipare adeguatamente alla propria difesa.

La preminente rivista medica The Lancet ha pubblicato la lettera dei 117 medici e psicologi di tutto il mondo che si sono finora uniti alla battaglia per la difesa dei diritti dell’editore di WikiLeaks e ne chiedono la "fine della tortura psicologica”.

"Da quando i medici hanno iniziato a valutare Mr. Assange presso l'ambasciata ecuadoriana nel 2015, tutte le opinioni mediche degli esperti e le raccomandazioni urgenti dei medici sono state costantemente ignorate", si legge nella lettera scritta dal gruppo di professionisti medici che si è denominato ‘Medici per Assange’ e che è stata pubblicata ieri 17 febbraio.

Nel maggio 2019 l'esperto delle Nazioni Unite, Nils Melzer, insieme ad altri due esperti medici specializzati nella valutazione delle vittime di torture, aveva concluso che Assange dimostrasse chiari sintomi da "tortura psicologica".

​Melzer, che è un esperto mondiale del campo e dovrebbe presentare un rapporto in proposito alle Nazioni Unite entro la fine di febbraio, ha più volte spiegato che la tortura psicologica non è una tortura ‘alla luce del Sole’ ma può essere non meno grave della tortura puramente fisica.

La prima serie di audizioni sostanziali di estradizione di Assange inizierà il 24 febbraio e si terrà a Woolwich, nel sud di Londra, vicino al carcere di massima sicurezza di Belmarsh. Fino a poco tempo fa l'editore era tenuto in isolamento in un'ala medica della prigione, sebbene le pressioni esercitate dai suoi avvocati, attivisti e compagni di prigione, siano riuscite a farlo trasferire di recente in un'ala popolata a Belmarsh.

Gli esperti medici "condannano la tortura di Assange" e la continua negazione "del suo diritto fondamentale" a un'assistenza sanitaria adeguata.

“Questa politicizzazione dei principi medici fondamentali ci preoccupa gravemente, poiché comporta implicazioni che vanno oltre il caso di Julian Assange. L'abuso da negligenza medica motivata politicamente costituisce un precedente pericoloso, minando in definitiva l'imparzialità della nostra professione, l'impegno per la salute per tutti e l'obbligo di non nuocere ”, si legge nella lettera.

Anche Marise Payne, ministro degli Affari esteri australiano, ha ricevuto una copia della lettera. Ciò coincide con il ritorno dei parlamentari australiani Andrew Wilkie e George Robert Christensen dal Regno Unito dove erano andati per visitare Assange, parlare con l'esperto di tortura delle Nazioni Unite e incontrare oppositori e attivisti per la liberazione di Assange. La lettera di accompagnamento al Ministro Payne la invitava ad "agire con decisione ora" per garantire la liberazione di Assange.

"I nostri appelli sono semplici", scrivono gli autori della lettera pubblicata su The Lancet, "chiediamo ai governi di porre fine alle torture sul Sig. Assange e di garantire il suo accesso alla migliore assistenza sanitaria disponibile, prima che sia troppo tardi".

La lettera chiama a partecipare alle sottoscrizioni anche tutti gli altri professionisti medici che volessero unirsi alla causa.

Cosa si sta facendo in italia

In Italia, come del resto in tutto il mondo, la vicenda di Assange viene seguita prevalentemente dalla controinformazione mentre il mainstream mostra il quasi totale disinteresse. L’iniziativa è lasciata agli attivisti e coloro che hanno una sensibilità privata e un senso dei diritti più alto, mentre il livello pubblico non incoraggia la mobilitazione. Sono nati negli ultimi tempi diversi gruppi social. Il Comitato per la Liberazione di Julian Assange – Italia ha organizzato tre manifestazioni, a Milano e Cagliari sabato 22 febbraio ed a Roma domenica 23 febbraio.

Per Sabato pomeriggio 22 febbraio il Comitato ha indetto un presidio al Consolato britannico di Milano. Possiamo immaginare che gli organizzatori non godranno della copertura mediatica riservata a tante altre manifestazioni viste di recente. Eppure, la vicenda di Assange riguarda tutti noi da vicino.

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