03:34 01 Novembre 2020
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Nuovi leak e retroscena aprono prospettive sorprendenti sull'incidente del Boeing 777 della Malaysian Airlines, precipitato in Ucraina il 17 luglio 2014.

Stando a nuove informazioni, trapelate sulla base dell'analisi di documenti ancora non pubblicati della squadra di investigazione congiunta (Joint Investigative Team) da Bonanza Media e dal giornalista investigativo olandese Max van der Werff, non sarebbe stata trovata traccia di missili Buk sulla scena dello schianto dell'MH17, precipitato in Ucraina il 17 luglio 2014.

Nella sua analisi, van der Werff conclude, citando una lettera dell'intelligence militare olandese, che "appare chiaro come il volo MH17 stesse volando a distanza superiore rispetto alla gittata di ogni postazione russa o ucraina identificata e operativa dove erano stati dislocati sistemi missilistici 9K37M1.

Come spiegato dal giornalista olandese, la missiva, datata 21 settembre 2016, ovvero una settimana prima della conferenza stampa del JIT, tenutasi il 28 dello stesso mese, prova che gli inquirenti sarebbero già da tempo entrati in possesso delle prove del fatto che nessun missile Buk russo abbia passato il confine Ucraino in provenienza dalla Russia.

I due caccia misteriosi

Un altro leak preso in analisi da van der Werff riguarda invece un interessante interrogatorio condotto da un ufficiale della polizia olandese con un testimone ucraino il 28 luglio 2015.

L'uomo ha infatti raccontato di aver visto due caccia da combattimento volare nei pressi della città, alcuni minuti prima che il Boeing 777 precipitasse:

"Si sentivano due aerei, non quello più grande, il Boeing, ma si sentivano invece dei caccia che volavano sopra di noi; il rumore era già diventato familiare", ha spiegato il testimone.

Stando a quanto riferito dal residente di Torez, a circa 20 km da Hrabove, il luogo dell'incidente, non sarebbero stati visti missili sparati nelle immediate vicinanze.

Ad essere messa in dubbio è anche l'autenticità delle immagini dell'incidente fatte circolare, con delle incongruenze visive che risulta alquanto difficile spiegare:

"La fotografia usata come prova della presenza del missile è sbagliata, in quanto mostra delle condizioni meteo differenti. In quel momento il cielo era prevalentemente nuvoloso. La posizione del sole nella foto poi non somiglia granché a come vediamo il sole alle ore 17.00".

Immagini manipolate?

Inoltre, in un terzo leak si parla apertamente di manipolazione delle immagini utilizzate come prova, come emerge dalla conversazione tra l'esperto di grafica Shaun Ellis e l'analista geospaziale Tim Johns, entrambi australiani in merito alle prime immagini dell'incidente pubblicate da Paris Match.

I due, nella loro analisi, giungono alla conclusione che i dati delle fotografie potrebbero essere "stati manipolati", con delle incongruenze nella data di creazione, che risulta successiva a quella di ultima modifica del file, che farebbero pensare ad una retrodatazione voluta.

"Ci sono diverse ragioni che potrebbero spiegare tale circostanza ma nessuna può essere provata senza altre informazioni", ha spiegato Max van der Werff.

Caccia ucraini visti nella zona dello schianto

Ultimo, ma non per questo meno importante, ci sarebbe poi un leak di una conversazione registrata tra un agente della polizia federale australiana e il giornalista tedesco Billy Six, in cui quest'ultimo parla di testimoni che avrebbero visto dei caccia ucraini nei pressi della zona dove in seguito si sarebbe schiantato l'MH17.

Tale testimonianza è stata confermata da Max van der Werff, il quale ha affermato di conoscere personalmente il collega tedesco e di non avere dubbi sulla veridicità di quanto da egli affermato.

Il disastro del volo MH17 in Donbass

Il Boeing-777 della Malaysian Airlines, in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur, si è schiantato il 17 luglio 2014 vicino a Donetsk nell'Ucraina orientale. A bordo c'erano 298 persone, tutte decedute.

Kiev ha accusato le milizie del Donbass dell’incidente. Tuttavia queste hanno risposto che non avevano i mezzi per abbattere l'aereo a quell'altezza.

L'inchiesta è stata condotta dal Joint Investigation Team (JIT), che comprende funzionari delle forze dell'ordine di Australia, Belgio, Malesia, Ucraina e Paesi Bassi. La Russia non è stata coinvolta nelle indagini. Il JIC sostiene che Boeing fu abbattuto dal sistema missilistico antiaereo Buk, che apparteneva alla 53a brigata missilistica antiaerea di Kursk. Presumibilmente sarebbe stato consegnato dalla Russia, e poi riportato indietro.

Mosca ha ripetutamente negato le accuse di coinvolgimento nell'incidente e ha dichiarato che le indagini erano distorte, i cui risultati si basano solo sui dati ricevuti dall'Ucraina. Quindi, il JIT ha ignorato i documenti che dimostrano che il missile che ha colpito Boeing apparteneva alle forze armate ucraine, così come gli esperimenti del consorzio militare Almaz-Antey (la società leader nella produzione di sistemi di difesa aerea, compresi i sistemi Buk), che confermano che Boeing fu abbattuto da un missile partito dal territorio controllato dall'esercito ucraino.

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