08:28 10 Aprile 2020
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Per il ministro degli Esteri russo la questione israelo-palestinese dovrebbe essere risolta con una mediazione multilaterale.

Nella sua recente intervista al quotidiano La Stampa, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha criticato l'accordo del secolo paventato da Trump per la risoluzione della questione israelo-palestinese, esortando invece a tenere dei colloqui multilaterali creando un 'Quartetto' di mediatori internazionali, che potrebbero essere la Russia, l-ONU, gli USA e l'UE.

"Siamo convinti che un reale progresso verso un’equa soluzione della questione palestinese sul principio 'due Stati' richieda da un lato un autentico sforzo da parte degli stessi palestinesi e israeliani e, dall’altro, un più equilibrato e imparziale sostegno internazionale al processo. In tale contesto, sosteniamo la posizione espressa nella dichiarazione finale dell’ultima riunione dei Ministri degli affari esteri della Lega dei Paesi arabi sulla necessità di tenere negoziati multilaterali sulla pacificazione del Medio Oriente sotto l’egida internazionale. Riteniamo che tale ruolo possa essere assunto dal 'Quartetto' di mediatori internazionali, che è l’unico meccanismo riconosciuto dal Consiglio di sicurezza dell’Onu per accompagnare il processo di pace in Medio Oriente", ha spiegato Lavrov.

Secondo il diplomatico, la Russia, in qualità di membro di questo Quartetto, è pronta a fornire il proprio appoggio al fine di raggiungere un compromesso accettabile per tutte le parti in causa:

"La Russia, come membro del “Quartetto”, è pronta a contribuire al raggiungimento di soluzioni di compromesso. Nei nostri contatti sia con i palestinesi che con gli israeliani, continueremo a sollecitare entrambe le parti affinché adottino una linea costruttiva, al fine di concordare soluzioni negoziali di tutti i problemi esistenti".

Sergey Lavrov ha anche criticato la proposta di Washington di risolvere il conflitto, uno dei più antichi, "in un colpo solo":

"Washington ha di fatto ignorato il quadro giuridico internazionale universalmente riconosciuto per la pacificazione in Medio Oriente, che comprende le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’Assemblea generale dell’Onu e l’Iniziativa di pace araba. I progetti americani suggeriscono una soluzione di tutti i problemi chiave dello “status definitivo” dei territori palestinesi – confini, insediamenti, Gerusalemme Est, rifugiati – mediante concessioni unilaterali a favore solo di Israele. È poco probabile che un tale approccio possa contribuire a porre rimedio alla situazione", sostiene il ministro Esteri della Federazione Russa.

L'accordo del secolo di Trump

Il mese scorso, il presidente Donald Trump ha presentato il proprio accordo del secolo per la normalizzazione della situazione israelo-palestinese, il quale prevedrebbe l'annessione da parte di Israele degli insediamenti nel West Bank e nella Valle del Giordano e il mantenimento di Gerusalemme come capitale indivisa del Paese.

Il piano, proprio per la sua unilateralità nelle concessioni a Tel Aviv, è stato categoricamente rifiutato dalle autorità palestinesi, oltre ad essere stato criticato dal responsabile per la politica estera dell'UE, Josep Borrell, il quale lo ha definito "contrario al dritto internazionale e alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU".

 

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